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eventi | Space is still the Place – seconda edizione | Bologna, TPO Euraquarium

di - 17 Febbraio 2003

La seconda edizione di Space is still the Place, evento curato da Marco Altavilla e Anna de Manicor, ha invaso per una notte gli spazi del Teatro Polivalente Occupato, sempre suggestivo nei suoi 4000 metri quadrati dall’aria dismessa ma imponente. Gli artisti presenti -tutti italiani e con qualche proposta inedita- si sono confrontati attraverso modalità diverse con l’ambiente, indagando le interferenze tra spazio, tempo e suono
Si muovono nell’area della videoarte i lavori della giovane artista napoletana Rossella Biscotti, che inquieta con i suoi personaggi ostinatamente immobili, e della bolognese Sandrine Nicoletta, che nell’installazione Surplace#1 riflette sul tema dell’equilibrio facendo dialogare efficacemente, in una stanza dei sotterranei, una grande proiezione e un piccolo monitor.
Scalpo è il titolo della video-installazione presentata da Anna de Manincor. Lo “schermo” diventa un trittico: nella parte centrale corrono veloci le immagini dell’artista/protagonista che recide i suoi dredlocks e ai lati gli ultimi istanti del video scorrono ossessivamente in loop; i Tu m’, invece, utilizzano una vera e propria parete di monitor per la loro raffinata animazione digitale. Una piacevole sorpresa l’esordio del giovane veneziano e.g.ø, che in una grande e buia sala sotterranea ha realizzato l’installazione Resonating Mary, dedicata alla cantante degli Stereolab Mary Hansen, recentemente scomparsa. Il frastuono generato dalla “scultura” si sentiva già scendendo le scale, aumentando gradualmente fino a diventare insopportabile per ogni orecchio, specie se non avvezzo a certi volumi. Fischi, fruscii e onde sonore distorte venivano generati da una chitarra elettrica accesa e appoggiata con noncuranza sopra ad un amplificatore. Quest’ultimo rimandava il suono di un cd contenente una composizione realizzata con parti vocali della Hansen, facendolo però “risuonare” attraverso le corde della chitarra.
Straniante e intenso anche il progetto di Massimo Carozzi disposto in un lungo tunnel. Giradischi, telecamere a circuito chiuso e monitor compongono un’installazione che risulta contemporanea e retrò allo stesso tempo, contaminando i video corridors di Bruce Naumann con le tematiche più recenti della sorveglianza. Strizzando l’occhio alla turntablism culture.
La ricostruzione di ambienti accomuna il lavoro di Marco Samorè, la cui ricerca si è recentemente spostata dalla fotografia all’installazione, e Vincenzo Bonaffini. Il primo, con l’installazione Don’t worry, be happy, ricrea una stanza dalle pareti verdine e l’aria molto vintage, resa surreale dalla presenza di una profumatissima montagna di popcorn, il tutto accompagnato dal suono di una vecchia radio che trasmette il noto brano di Bobby Mc Ferrin. Bonaffini invece invita lo spettatore ad accomodarsi nel salotto di un ipotetico cacciatore di frodo.
I due progetti di tipo performativo sono stati firmati da Le Supplici, autori di una lunga e un po’ compiaciuta indagine sul corpo, e da Pol y Ana, che hanno tentato la strada dell’interazione con il pubblico, proponendo un happening basato sull’uso dei cellulari dal titolo Elettromagnetica. Unico lavoro mostrato attraverso il monitor di un computer quello di Danilo – Razor – Monte che presentava il videogioco pacifista dall’emblematico titolo War Games. Se l’idea di accostare la guerra ad un videogame poteva funzionare –seppur parecchio sfruttata negli ultimi tempi- la scelta di incentrare il lavoro su un’unica immagine shock (quella di un bambino afghano gravemente ferito) rende il gioco gratuito e fin troppo semplice.

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TPO

valentina tanni


Space is still the place (seconda edizione)
Bologna, TPO Euraquarium, Viale Lenin 3
Progetto a cura di M.Altavilla e A. de Manincor
Sabato 25 gennaio 2003
Info: spaceisstilltheplace@libero.it


[exibart]

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