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Finissage | Maziar Mokhtari Yellow Apocalypse | (galleria +) oltredimore, Bologna

di - 11 Gennaio 2014
La nuova sede della galleria oltredimore ora (galleria +) di Bologna, ricontestualizzata nella zona della città chiamata Manifattura delle Arti, ha inaugurato a metà novembre ospitando la prima personale italiana di Maziar Mokhtari, artista iraniano in Italia dal 2004, finalista al Talent Prize 2013.
La mostra intitolata Yellow Apocalypse è composta di recentissimi lavori fotografici e di un’installazione video site specific, armoniosamente ambientati negli spazi rinnovati della galleria, formalmente arredati in stile industrial.
Le immagini limpide e luminose di Mokhtari ritraggono la sua città di nascita Esfahan vestita di giallo, come annuncia il titolo.

In continuità con il lavoro iniziato nel 2010 intitolato Palimpsest, in cui l’artista raffigura i muri dello spazio urbano ricoperti dello stesso giallo portando testimonianza video-fotografica della censura governativa che proprio attraverso il dominio incontrastato delle sfumature di questo colore prende forza nel suo paese, in Yellow Apocalypse è lui stesso che tinge oggetti e arredi intonando scene di quotidiana irrealtà. Giallo su giallo da intendersi come contrario alla grigia quotidianità, giallo come ciò che deve essere ben visibile.
Le sue composizioni fotografiche sono scenografie in cui immaginare la vita quotidiana e il movimento della città, sospesa però in una nuova visione metafisica. Ecco espletato uno dei compiti dell’artista, il quale fa in modo che lo sguardo cada laddove non si era mai guardato con attenzione estetica. Mokhtari inquadra pezzi di città, incorniciandoli e valorizzandoli anche grazie alla potenza del colore. «Giallo diventa muro: giallo muro e giallo semaforo: giallo traffico, dove giallo è il momento d’attesa tra il rimanere e l’andare, quando si ferma il respiro tra interno ed esterno, tra interno ed esterno come un muro: in limbo […]» scrive il poeta iraniano Kayvan Tahmasbian, il cui testo accompagna la mostra, insieme a quello firmato dal curatore e critico italiano Eugenio Viola.
Ridipingere i muri per censurare e occultare come accade in Iran, intervenire sui muri a tua volta per interpretare spazi che ti sono appartenuti come emerge dalle opere; che legame hai con i luoghi descritti nelle tue immagini?
«Il legame nasce da una domanda sui muri di Esfahan che mi sono posto durante un viaggio nella mia città natale: perché Giallo? Questa domanda è il nucleo di partenza dei miei lavori, l’idea di una realtà che viene leggermente manipolata per essere scoperta. Il Giallo non è stata una mia scelta, é stata una mia scoperta. Il Giallo va oltre al colore in se stesso, creando una situazione gialla, a volte velenosa a volte dorata.»
Interventi appositamente costruiti e composizioni, tagli di inquadrature e aggiunte materiali dialogano con gli spazi pubblici nei tuoi “quadri video-fotografici”; che relazione c’è tra gli oggetti che scegli e le ambientazioni?
«Gli oggetti si trovano abitualmente nell’ambiente, qui vengono coperti con il colore del muro che sta dietro a loro. In questo contatto di colore nasce una città monocromatica, che proprio attraverso il giallo si svela nuovamente e si rivela in continuazione.»
Cristina Principale
mostra visitata il 15 novembre 2013
Maziar Mokhtari Yellow Apocalypse
(galleria +) oltredimore
Via del Porto 48 a/b, 40122 Bologna
orari: martedì e mercoledì 14.30-19.30; giovedì e venerdì 12.00-20.00; sabato 11.00-19.00

Storica dell’arte, e-writer e fotografa, collabora con il Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna dove si è specializzata in Psicologia dell’arte con una ricerca in Neuroestetica. Dal 2011 lavora nell’editoria e nella Comunicazione & Marketing aziendale. È socia della IAAP - International Association for Art and Psychology, impegnata in azioni di promozione culturale.

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