Categorie: bologna

fino al 10.II.2005 | Giovanna Ricotta – No Sense 1 | Bologna, Studio Ercolani

di - 16 Dicembre 2004

Più che una performance, è un ambiente multisensoriale quello creato da Giovanna Ricotta (Loano, Savona, 1970). La bianchissima prima sala ospita tre danzatrici di nuoto sincronizzato sedute a terra, raffinate nei loro costumi anni Venti, che si alternano in gesti eleganti e ripetuti, sollevando e posando dei saponi alla vaniglia con un movimento fluido, lento e circolare. Replicano nello spazio, insieme alle fotografie appese alle pareti, l’immagine dell’artista, svilendone l’aura di unicità e mercificandone la presenza.
Solo così le perfomers possono diventare “semplici porta oggetti: quattro deliziose porta saponette umane” scrive Fabiola Naldi, alla stregua di tutti gli elementi presenti in scena, multipli prodotti nel laboratorio creativo che ha per marchio di fabbrica le iniziali dell’artista.
Nella seconda sala, Ricotta prosegue gli ondeggiamenti già visti nelle sue copie, ma calata entro volute di luci stroboscopiche, essenze profumate e sciabordii elettronici che rendono l’ambiente rarefatto. Ci si trova letteralmente immersi. Un po’ quello che accade quando si fluttua sott’acqua, ci si lascia trasportare, andare senza meta, appena lambiti dal baluginìo della luce che filtra dall’alto e sfiorati da suoni ovattati, distanti. E’ il momento in cui si percepisce chiaramente il proprio battito cardiaco, il tactus che permette di dare una misura al mondo con la propria intimità, di valutare tutto ciò che è esterno con una personalissima e segreta scala di valori e così trovare la consapevolezza del proprio esserci. Malauguratamente dalle nuotatrici arriva un avvertimento: è fallace questa deriva dei sensi. Proprio loro, le prime artefici della danza persuasiva e liberatoria, non possono percepire la fragranza di vaniglia che pervade la sala, sono le prime a soffrire a causa dei tappa nasi d’ordinanza, di una insolita anosmia. Non solo, anche le cuffie pesanti non permettono loro di sentire le pulsazioni ipnotiche della musica.

Così, proprio le nuotatrici richiamano gli spettatori “a galla”, ricordando loro la difficoltà di un abbandono dei sensi per arrivare al senso ultimo, alludendo ad un definitivo No Sense, in bilico tra l’anestesia e l’incapacità di trovare significati.
Non può sfuggire un riferimento a Vanessa Beecroft, nell’attenzione alla ricerca estetica della composizione, da tableaux vivants, così come tornano alla mente i busti-autoritratti o i cubi di Janine Antoni. Realizzati proprio in sapone, materiale che nella sua banalità da oggetto del quotidiano, sembra rinviare alla sfera privata e femminile.

articoli correlati
Serata trentina al confine dell’identità
A Milano un ring artistico
link correlati
www.giovannaricotta.it

thelma gramolelli
mostra visitata l’11 dicembre 2004


Giovanna Ricotta – No Sense 1
Bologna, Studio Ercolani, Viale Giambattista Ercolani, 5/2
orario di visita: solo su appuntamento
ingresso: libero
a cura di Fabiola Naldi in collaborazione con CondottoNove
per informazioni: tel. e fax 051.398076; cell. 348.7337878; e-mail: studioercolani2002@yahoo.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Intrusi: pittura e sconfinamenti a Pesaro con Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso

Una doppia personale di Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso mette in dialogo le opere di due giovani pittori evidenziandone affinità…

23 Maggio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Non solo Padiglione Austria: la performance di Florentina Holzinger nella Laguna di Venezia è un manifesto del collasso

Corpi nudi, ganci nella carne e campane sollevate dalla gru: quella di Holzinger non è provocazione fine a se stessa,…

23 Maggio 2026 16:30
  • Premi

Nasce il Premio ACEA Contemporanea: identikit del nuovo concorso per artisti emergenti

Dalle installazioni, alla fotografia, giovani artisti trasformano il tema della scarsità idrica in ricerca visiva e impegno culturale. Premiati i…

23 Maggio 2026 14:00
  • Mostre

Come la materia si trasforma: il progetto di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino

Il progetto itinerante The Shell Cracked di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino con nuove installazioni dedicate a…

23 Maggio 2026 13:30
  • Mercato

Blindarte: la primavera delle aste tra moderno, contemporaneo, antico e design

Da Carla Accardi a Gaspare Traversi, da Enzo Cucchi a Vincenzo Gemito, fino ai cataloghi online di gioielli, arredi, orologi,…

23 Maggio 2026 13:05
  • Premi

Assegnati i premi del Mellone Art Prize 2026: il volo come visione contemporanea

Angelo Demitri Morandini, Luca Freschi e Danilo Torre sono i vincitori della terza edizione del Mellone Art Prize dedicata al…

23 Maggio 2026 12:30