I quattro artisti presenti a Radiografica sembrano essersi incontrati per caso, tanto il filo conduttore che lega le loro opere è esile. In realtà il corpo è il mero punto di partenza, subito superato verso una rappresentazione che non può dirsi eminentemente figurativa. Gli artisti invece compiono un’analisi, servendosi di medium differenziati per superare empiricamente il corpo, farne, se vogliamo, una radiografia, svelandone le strutture e quindi i limiti. In effetti, l’allestimento offre nel piccolo spazio dello studio Ercolani, un’agenda di opere piuttosto densa, in cui concorrono affiancati pittura, fotografia e installazione. La sinergia dei medium, il segno tipico di ogni autore, collabora però a sfaccettare ulteriormente lo studio del corpo, dando alla collettiva un taglio quasi scientifico. Cafiero è presente con un dittico raffigurante lo scheletro di un torace. La fisiologia scompare dietro un filtro che n’esalta piuttosto l’architettura, facendolo divenire luogo di contrasti chiaroscurali, tanto che nell’immediatezza l’origine naturale sfugge e il fruitore si trova davanti a un oggetto alieno e irriconoscibile.
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Mi sembrano molto interessanti le due opere. Ma perchè non scrivete di chi sono?
Concordo con Teresa. Visto l'argomento trattato, fate sapere cosa fate vedere.