Alla galleria Neon, dove la mostra inaugura il 1 dicembre, giornata dedicata alla lotta all’AIDS, una serie di facili rebus, intercalati da figure vere appartenenti alle realtà sociali “impegnate” e/o “trasgressive” della città , compongono un happening discorsivo e allegro, l’atto artistico s’insinua nello spazio deputato all’arte, lo rimodella e defluisce nello spazio pubblico: Tadej Pogacar lavora col margine, l’emarginato e lo ricolloca al centro, nel sistema, negando la distinzione, ovvero la certezza arrogante della stessa. Marko Peljhan s’inserisce nel filone riguardante
La mostra prosegue a Villa Serena con la sezione video, attraverso l’indagine iperealistica e straniante dell’epidermide del corpo umano di Darij Kreuh o l’immersione nel vivente animale, in metamorfosi o sparizione di Damjan Kracina, in entrambi l’osservazione ravvicinata dota il reale e il quotidiano di note surreali ed inedite. Damian Tomazin crea col computer forme artificiali che popolano pseudodocumentari in una ricreazione virtuale del mondo. Al filone della ripresa, registrazione lenta, del reale invece si rifanno Gorazd Krnc e Saso Vrabic, visto per quest’ultimo non più per mezzo dell’occhio naturale, ma attraverso la restituzione manipolata dell’occhio meccanico. Da ultimo i Crash in progress con Crash, riprendono col loro video, più che il “rompersi” degli arti umani dolorosamente erotico del noto film, il mondo del videogioco alla Viktor Pelevin in un rovesciamento assurdo del reale, divenuto comicamente l’anestetico mondo del virtuale.
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E' un errore o dura solo 13 gg.? Neppure 2 settimane? Ma che mostra è?