Alla Galleria Spazia di Bologna è stata inaugurata il 6 ottobre la mostra di Massimo Barzagli dal titolo “House Garden”, che prevede 15 tele di grande formato realizzate ad olio o ad acrilico. Una scelta coraggiosa, quella di esprimersi attraverso la pittura, ma che dimostra la coerenza dell’artista riguardo alle proprie scelte stilistiche e la fiducia in un mezzo espressivo oggi poco utilizzato ed emarginato dalle grandi mostre internazionali.
I tre spazi della galleria sono utilizzati per dare vita a tre diverse situazioni. Nella prima viene ricreata l’atmosfera intima di un interno inglese, con tanto di poltrone e lampade e dove compare una figura femminile, elemento che caratterizza le ricerche degli ultimi anni ( “Broccata nella stanza” – acrilico su acrilico su tela – 178 x 200). Nella seconda stanza lo spettatore è avvolto dai vivaci colori di un giardino fiorito, dove sagome di fiori si muovono tra immagini fotografiche di giardini tratte da riviste di botanica. Il ready – made fotografico dialoga con l’elemento caldo della pittura, in una sorta di felice connubio tra Claude Monet e Andy Warhol, come ha sottolineato Ludovico Pratesi.
Il catalogo presente in galleria contiene testi di Dede Auregli, Alberto Boatto, Maurizio Calvesi, Achille Bonito Oliva, Demetrio Paparoni, Hans Albert Peters e Ludovico Pratesi.
Articoli correlati:
La casa della marea, Massimo Barzagli
Link correlati
www.galleriaspazia.com
http://www.omero.it/cutart/barzagli.htm
Cinzia Simoni
L’Opera di Santa Maria del Fiore ha creato un’app gratuita che ci accompagna nella visita di una delle collezioni più…
Durante il periodo di chiusura per restauri, il museo Mauritshuis dell’Aia presterà la sua opera più importante, Ragazza con l’orecchino…
Commissionato come intervento effimero, lo Zanardi equestre di Andrea Pazienza sopravvive grazie a un gesto privato. Oggi riemerge come caso…
Una delle raccolte più ambite, e misteriose, di pittura francese del XVIII secolo, inclusi i capolavori di Jean-Honoré Fragonard, Jean-Antoine…
Tra l’Obama Foundation di Chicago e l’Arco di Trionfo di Donald Trump passa una modalità completamente diversa di organizzare il…
Dalla musica all’arte, dalla memoria alla ricerca interiore: Romina Power presenta il suo nuovo libro alla Feltrinelli di Bologna, in…
Visualizza commenti
Non condivido molto l'affermazione che l'artista non cerchi la "profondità". Ho visto la mostra e mi pare di poter dire che questa tecnica suggestiva (che produce un'arte anacronistica, senza intendere negativamente questo termine ma riferendolo alla corrente post-moderna di cui fa parte anche Galliani) riesca invece proprio a rendere, attraverso la sovrapposizione, una certa profondità, quasi un palcoscenico in cui le immagini fotografiche costituiscono le quinte, il contesto, lo sfondo, mentre la pittura è l'attore, l'interprete. A ciò aggiungo che ho ammirato di più la sintesi dei lavori con i pesci argentei piuttosto che quelli un po' leziosi dei fiori (più recenti mi è stato detto) e che di queste ultime opere mi sembra inutile e ridondante il tentativo di aumentare il senso di profondità della pittura usando gli spessi strati di colore, alla ricerca di una matericità esagerata: in fondo proprio la tecnica inventata dal Nostro ha il pregio di rendere solida la pittura e non ha bisogno di eccessi di spremitura di tubetti.
Però costicchia Barzagli eh? Vuol dire che è apprezzato ed ha un suo mercato abbastanza consolidato: credo se lo meriti.