Entrando negli spazi della galleria la prima impressione è quella di trovarsi di fronte ad una serie di interventi site-specific. Le quattro grandi tele di Francesco Spampinato, alla seconda mostra personale alla Marabini, simulano mosse concrezioni architettoniche, aperture pulsanti, arditi sottinsù di memoria barocca che sembrano spalancarsi, quasi per magia, ad una caleidoscopica esplosione di forme, energia e bagliori colorati. A cui si sussegue la tentazione di alzare lo sguardo verso il soffitto per capire se si tratta realmente di un omaggio agli ambienti suggestivi e anomali della galleria.
Da questi vibranti passaggi affiorano sommovimenti spaziali, abissi della fantasia, incastri e inferenze tra campiture di colori scioccanti, acidi e iper-saturi stesi à plat, che enfatizzano i valori di una realtà, quella dell’artista, psichedelica ed esagerata. Spampinato propone una modalità pittorica molto singolare, affatto concorrenziale alle immagini mediali e tecnologiche del video o della fotografia, in una versione delirante che trae i suoi contenuti dai contesti vitali della grafica, della pubblicità, dei fumetti manga, dalla cultura “bassa” e massificata come da quella “alta”. Ripescando nella storia dell’arte i suoi referenti, senza escludere, all’interno di questo mixaggio, una certa valenza concettuale, l’attenzione al packaging e ad un impatto visivo che ‘aggredisce’ sia sul piano coloristico che formale.
Effetti di dilatazione e contrazione generano spirali profonde che risucchiano come in un vortice forme inusitate e incomprensibili: dischi e orbite volanti, allungamenti vegetali, peduncoli vibratili e geometrie lubriche si traducono in puri addensamenti spaziali e costituiscono, in questa lievitante composizione, le unità minime del vocabolario segnico e cromatico dell’artista.
articoli correlati
Pentotal –Fuori la verità
Vitamin Arte contemporanea, Torino
elvira vannini
mostra visitata il 4 dicembre 2003
A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…
Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…
Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…
Dopo il Padiglione chiuso del 2024, Israele torna alla Biennale Arte di Venezia con un progetto di Belu-Simion Fainaru ma…
Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.
La Galleria Anna Marra di Roma presenta una collettiva femminile opulenta, che ricorda e rielabora la figura della mitica Joséphine…
Visualizza commenti
a vederli in video sono belli...bravo spampi!