Nato a Stresa nel 1966, Carlo Benvenuto, sin dagli esordi, ha sempre sfoggiato una coerenza di ricerca molto personale tesa ad indagare il mondo degli oggetti attraverso diversi medium, con particolare predilezione per la fotografia, grazie alla quale tazzine, tavoli, e bicchieri si accampano sulla superficie con estrema e inquietante leggerezza.
Altri lavori sono invece messi in ombra da quelli appena descritti: una panoramica in rosso della sua città d’origine, la fotografia di una riproduzione ingigantita estratta da qualche manuale di mineralogia che ritrae dei cristalli affastellati gli uni di fianco gli altri o, un piccolo collage ottenuto con i negativi scartati delle sue foto (una sorta di manifesto antidigitale). Lavori che non indeboliscono minimamente la mostra, ma che forse avrebbero trovato la giusta sistemazione in un’altra occasione espositiva.
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