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Fino al 18.IV.2002 | Carlo Benvenuto – Fuoco Pallido | Modena, Galleria Emilio Mazzoli

di - 5 Aprile 2002

Nato a Stresa nel 1966, Carlo Benvenuto, sin dagli esordi, ha sempre sfoggiato una coerenza di ricerca molto personale tesa ad indagare il mondo degli oggetti attraverso diversi medium, con particolare predilezione per la fotografia, grazie alla quale tazzine, tavoli, e bicchieri si accampano sulla superficie con estrema e inquietante leggerezza. Con le “cose”, Benvenuto innesca un rapporto d’intenzionalità, abitandoli negli interstizi che si creano tra una percezione abitudinaria ed una più onirica e straniante: fa sì che la fotografia non certifichi puramente la realtà, ma la alteri, la trasfiguri e la falsifichi ingannando lo sguardo. La sua poetica tende continuamente a generare illusioni impercettibili, senza la ricerca dell’effetto speciale, tanto più che la tecnica fotografica utilizzata non prevede escamotage digitali o elaborazioni al photoshop. Gli oggetti fotografati quasi sempre in scala 1:1 rivendicano una loro presenza quotidiana che viene contemporaneamente negata perché messa in scena attraverso piccoli set dove posano i suoi oggetti/soggetti. Un’altra particolarità di Carlo Benvenuto risiede nella capacità di sintetizzare, da un lato, una poetica prettamente legata ad un clima post-concettuale e dedita ad indagare il mezzo fotografico e dall’altro una di tipo più pittorica, di ricerca formale in grado di avvincere e accattivare l’attenzione del fruitore. Fuoco Pallido presenta allora una serie di fotografie inedite (una ventina in tutto), alcune di notevoli dimensioni, altre di formato più ridotto. Una serie di scatti congela istanti di traiettorie tracciate da bicchieri lanciati in aria mentre riversano dell’acqua e che, grazie ad un sapiente uso dei tempi d’esposizione e di flash, assumono curiose e affascinanti sembianze di creature aliene fatte di mercurio che galleggiano in assenza di gravità. Altri bicchieri sono posati su di un tavolo, in perfetto stato di quiete apparente: immerse in un bagno dal color porpora (ottenuto con una serie di flash rossi), queste immagini rivelano una natura inquietante, come provenissero da un incubo. Da un sogno allucinato sbuca anche una macchina fotografica ingigantita che scatta il suo flash bianco in mezzo ad un rosso abbacinante. Su un piedistallo, invece, è posta una scultura: un bicchiere segnato da impronte digitali che testimoniano la presa che ne fa il padre ritratto in un’altra delle fotografie presenti in mostra. Benvenuto per la prima volta inserisce la figura umana nei suoi scatti, ma allo stesso tempo la nega falsificando le tracce impresse sul bicchiere ottenute attraverso la tecnica dell’incisione a punta di diamante.
Altri lavori sono invece messi in ombra da quelli appena descritti: una panoramica in rosso della sua città d’origine, la fotografia di una riproduzione ingigantita estratta da qualche manuale di mineralogia che ritrae dei cristalli affastellati gli uni di fianco gli altri o, un piccolo collage ottenuto con i negativi scartati delle sue foto (una sorta di manifesto antidigitale). Lavori che non indeboliscono minimamente la mostra, ma che forse avrebbero trovato la giusta sistemazione in un’altra occasione espositiva.

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Marco Altavilla
mostra vista il 16 marzo 2002


Carlo Benvenuto – Fuoco Pallido, Galleria Emilio Mazzoli, Via Nazzario Sauro 62, Modena, a cura di Achille Bonito Oliva. Orari: 10.00-13.00 / 16.00-19.30, chiuso i festivi
Tel. 059.243455. Dal 16 marzo al 18 aprile. emiliomazzoli@tiscalinet.it


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