Davide Grazioli (Milano, 1972) incontra nel 1998 Aldo Mondino, diviene suo allievo e assistente e quando nel 2000 il maestro fa un viaggio in India lo segue senza tornare indietro. Da quel momento divide il suo tempo tra Occidente e Oriente, cercando di vivere come su un ponte a cavallo tra due culture diverse, che si mettono in relazione mantenendo la propria individualità. Le sue opere si pongono come i mattoni di questo ponte invisibile e sono le conseguenze di un viaggio che prima di essere una transizione fisica è una “moderna meditazione”, secondo le parole del curatore della mostra, l’indiano Ashrafi S. Bhagat. Quest’ultimo segue il lavoro di Grazioli dalla nascita delle opere che compongono la mostra oggi presente alla NT Art Gallery ed esposte per la prima volta nel 2003 alla Lalit Kala Akademi di Madras.
Si dividono in dipinti, stampe digitali, fotografie e sculture, esaminano vari aspetti della società indiana e si concentrano in particolare sulla sua doppia anima religiosa e commerciale.
Su questi due piani vengono stabiliti dei veri e propri parallelismi, come nelle due coppie di opere Accidental Occidental e Dieux trouvés. Il primo dittico è composto da due stampe digitali su tela dove troviamo una di fronte all’altra una tipica scarpa maschile in pelle e una calzatura indiana di tela, successivamente rielaborate in modo che l’una si ritrovi ricostruita nel materiale dell’altra. Stesso ragionamento sta alla base di Dieux trouvés dove sono mischiati simboli religiosi cattolici ed induisti fino a raffigurare la Sacra Famiglia con in braccio non Gesù, ma un bambino con la proboscide, che altro non è che un personaggio delle credenze indiane. Questo fondersi di elementi dell’una e dell’altra cultura è rimarcato dalla composizione di piccole stampe su tela che ci accolgono appena entrati in galleria. Si tratta di una serie di collage digitali, a prima vista identici, ma in realtà diversificati in più particolari, riproducenti l’artista che guida un’automobile su uno sfondo articolato in immagini di tema religioso e mitico.
Ma se il richiamo al commerciale che troviamo nelle auto della composizione è piuttosto blando non si può porre la stessa obiezione alla serie Installazioni spontanee, una decina di light box dove delle foto con vari scorci della città di Madras sono inserite sulle lamiere delle insegne pubblicitarie. Sullo stesso supporto sono, infine, realizzati anche i dipinti grazie all’aiuto degli Hoarding Painters, giovani pittori indiani specializzati nella realizzazione di insegne pubblicitarie e cartelloni cinematografici. In contrasto con il supporto usato, i dipinti hanno come tema la meditazione e la saggezza, passando dalle mani del Buddha con le lamine d’oro alle raffigurazioni dei templi e delle decorazioni che hanno il valore simbolico di preghiere.
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