I quadri della Sillman sono popolati da figure che ricordano i disegni dei bambini, caratterizzate da tratti volutamente semplificati e schematizzati, a volte umane e zoomorfe allo stesso tempo. Come in “Suitors” in cui i personaggi sono disegnati trasfigurati a sembianze animali, e assomigliano a dei cartoni animati. Ma possiamo comprendere le figure e gli oggetti presenti nei quadri solo ad un primo livello, dietro questi si celano dei ricordi, dei frammenti del vissuto dell’artista a noi sconosciuti e che non vengono in alcun modo esplicitati, tutto è approssimato. Ogni opera contiene una storia, a volte la narrazione si svolge in più fasi accostate, altre volte c’è un solo episodio e il racconto avviene tramite la raffigurazione di oggetti-ricordo. Come in “Egg” in cui una donna si infila un collant stracolmo dei più svariati oggetti: delle uova appunto e altre cose difficilmente comprensibili allo spettatore. Temi surrealistici e flash di un momento, una fase, un ricordo, decontestualizzati…un flusso di coscienza/incoscienza o come dice la Sillman “fusione di figurazione e astrazione, humor e pathos”.
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Naima Dell’Ava
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