Velocità, simultaneità e dinamismo. La frenesia della vita moderna e la celebrazione della macchina decantati dalla prima avanguardia italiana attraverso i percorsi cronologici di alcuni dei suoi protagonisti che si mescolano, in questa occasione, in modo disordinato tra Primo e Secondo Futurismo.
La mostra, a cura di Vittoria Coen nella sede della Cassa di Risparmio di Bologna, presenta una cinquantina di opere provenienti soprattutto da collezioni private. Una scelta espositiva un po’ confusa – che va dai lavori pre-futuristi agli anni culminanti, dalla seconda ondata al ritorno all’ordine – senza uno svolgimento cronologico e con la selezione di alcune personalità minori e opere poco rappresentative rispetto alle istanze del movimento. Dal divisionismo filamentoso degli esordi di Giacomo Balla nel
Conclude questa mescolanza temporale il Mario Sironi dell’implosione e del ritorno all’ordine degli anni venti, cui seguirà il controllo delle “grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere e dalla sommossa” e la fine dell’estetica futurista contro il passatismo. Per un nuovo ritorno alle origini.
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