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fino al 22.V.2006 | Davide Grazioli / Asma Menon | Bologna, NTArt Gallery

di - 19 Aprile 2006

Terzo appuntamento con l’infinito alla NT Art Gallery. In una doppia personale tutta indiana. Il titolo è quanto mai coerente: 1001 rupie, a rappresentare il superamento di un numero pari, che si spinge oltre rimettendo tutto in discussione.
È proprio un’autocritica, una denuncia dello stato delle cose, il soggetto principale delle ultime opere di Davide Grazioli (Milano, 1972). Alla sua seconda mostra presso la galleria bolognese, Grazioli si appropria dei concetti spirituali della cultura orientale e si trasforma in un tramite per renderci partecipi dell’ineluttabilità del nostro vivere occidentale. La nostra frenesia, la nostra schizofrenia consumistica, il nostro essere convinti di essere al centro di tutto ciò che ci circonda, sta causando, secondo questa teoria, un sempre maggiore distacco dai valori primigeni: la vita e il rispetto per ogni sua forma. Il tema trattato è apparentemente ambientalista: gli animali in via di estinzione e la tigre come animale simbolo, vittima di bracconaggio e scandaloso sacrificio in nome di immaginarie virtù afrodisiache. In realtà, Grazioli va oltre. Con i suoi collage di santini induisti e buddisti multicolore, con le sue statuine d’incenso raffiguranti rinoceronti, elefanti e tigri, sottolinea quanto l’animale, come ogni forma di vita, sia divino, tanto quanto il soggetto di ogni intima preghiera. L’animale è degno di rispetto, perché in lui sono instillate gocce di divino che noi tutti esseri viventi portiamo dentro. L’immagine dell’animale è quindi posta su un altare, circondata da profumati petali di rosa bianca; la tigre è disegnata su drappi di stoffa appesi ad un filo in forma di preghiera.

Con il rito simbolico del rogo di statuite di incenso, Grazioli denuncia il suo e il nostro Occidente, prega perché non si giunga a conseguenze irreversibili e tenta di scuotere l’osservatore a reagire e a voltare pagina verso un infinito più cosciente.
1001 rupie è un progetto che include anche l’artista indiana Asma Menon (Chennai, India, 1961) alla prima esperienza espositiva in Italia. L’artista ha fatto suo, come Grazioli, l’impegno sociale (è stata insignita del Cristies Award, premio attribuito anche a Madre Teresa di Calcutta). Attraverso sgargianti tele, decorate come tessere di un grande mosaico, che devono essere osservate con attenzione nei loro infiniti dettagli, la Menon rappresenta il mito attribuendogli un’interpretazione personale tutta femminile. La donna viene rappresentata attraverso icone talvolta zoomorfe. È alata come un uccello, sinuosa come un felino; è simbolo di purezza ma al tempo stesso di piacere. Portatrice di vita, ma anche di sembianze oniriche fantasiose. La teatralità dei suoi gesti e delle sue espressioni ne fanno un’eroina femminista, in grado di portare dentro di sé tutta la forza sottovalutata dal regno maschile. L’uomo c’è, ma è una figura di sfondo, che offre sostegno alla grande protagonista della scena.

alessandra cavazzi
mostra visitata il 13 aprile 2006


1001 RUPIE- Davide Grazioli e Asma Menon. A cura di Vittoria Coen – dal 12 aprile al 22 maggio 2006
NT Art Gallery, Via del Luzzo 6/c (40125), Bologna
orario: dal martedì al sabato, 11.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00 -(possono variare, verificare sempre via telefono)
ingresso libero – info: tel. +39 051237722, fax +39 0512914014 – info@ntartgallery.comwww.ntartgallery.com


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  • secondo me quell'articolo che ho letto di questo signore che brucia le candeline a forma di animale per dare un messaggio di purificazione sia dell'est che dell'ovest e' un messaggio molto significativo di voler togliere il male e tutto il maligno che si nasconde dentro di noi.questo e' quello che io penso sinceramente dal piu' profondo di me stesso.vi ringrazio di questo spazio che mi avete dedicato per dar sfogo al mio pensiero piu'profondo e intenzionale possibile con tutta la buona volonta' che ci ho messo.grazie dal sottoscritto piumazzi paolo di castel san pitro terme in provincia di bologna.scusatemi di tutto il tempo che ci ho messo per scrivere questo mio pensiero e per tutte le ossequie
    scritte in sucessione del mio pensiero sull'articolo letto sul vostro sito web dedicato all'arte orientale.scusatemiancora dal sottoscritto con i miei piu' calorosi e distinti saluti buon proseguimento di serata e arrivederci alla priossima volta che parlerete di una nuova mostra di arte giapponese.

  • Sottile e profonda la scelta dell'incenso come materiale simbolico delle sculture di Grazioli. Gli animali in via d'estinzione trovano finalmente il giusto veicolo d'espressione attraverso questo raffinato gesto artistico. Pro - fumo d'incenso. Per risvegliare dentro a tutti noi "uomini" la volontà di rispettare la natura per rispettare noi stessi. Anche fosse solo una scelta egoistica.
    Grazie a Grazioli, che come artista si spende per una causa ambientalista, che ci aiuta ad aprire narici e ... orecchie.

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