Un titolo provocatorio, Italian Renaissance, per un libro che presenta una collezione dei lavori dei 28 migliori graphic designer italiani. Dal manga style di Tokidoki alle installazioni di Otoloab , fino a Roberto Bagatti art director di MTV. Un libro sicuramente difficile per l’Italia, ma accolto all’estero in ambiti museali, a Tokyo come a Sidney. Una pubblicazione che è poi diventata una mostra, un progetto trasversale on tour destinato a toccare città d’Italia e d’Europa per arrivare fino agli Stati Uniti.
La prima tappa dell’ambizioso Italian Renaissance è Reggio Emilia, luogo d’origine di Kalimera, agenzia reggiana famosa a livello internazionale che lavora sulla contaminazione dei linguaggi -dalla grafica, all’advertising, dal video al web- curatrice del progetto assieme al Comune.
Ventotto sono le realtà creative più interessanti del graphic design italiano in mostra alla Fonderia, riunite in un progetto di “rete” unica, per istituzionalizzare e dare visibilità ad una pratica ancora poco considerata nel Bel Paese rispetto all’estero. “Il graphic design in Europa è da tempo riconosciuta come una disciplina, completa, che assume nell’eccellenza lo status di una vera e propria arte arrivando a influenzare quello che succede nel cinema, sulle passerelle e in Tv”, afferma Alessandro Marani, art director di Kalimera. “E proprio dall’osservazione di annual, mostre, recensioni a livello europeo, ci siamo chiesti perché in Italia non accadesse niente di simile, ma ci fosse, per così dire, un buco che impediva ai nostri graphic designer di avere la meritata visibilità.
Ci siamo chiesti se fosse per una mancanza di qualità o per una mancanza di cultura. Italian Renaissance dimostra che, a mancare non è la qualità dei nostri grafic designer. Per questo abbiamo deciso di non stare a guardare ma di provare a muovere qualcosa per diffondere questa cultura”.
La mostra trasferisce, modello installazione, sulle pareti industriali della Fonderia Lombardini le stesse grafiche del libro a livello tridimensionale su teloni di pvc, con l’intento di creare una nuova sensibilità nei “non addetti ai lavori”. Ma viene da chiedersi se questo possa bastare per legittimare un’operazione che si vuole dichiarare artistica.
Passando poi alla vicina Officina delle Arti, si trova l’evento collaterale K 10, mostra che si presenta come una panoramica dei migliori lavori svolti nei 10 anni di attività dell’agenzia, dalle graphic motion, i giochi in rete, agli spot pubblicitari (dalla Coca Cola alla Fiat Punto) ai video di Benny Benassi, proiettati a tutta parete. Un evento dunque sicuramente coraggioso e corposo –con convegni, dibattiti e contaminazioni nei luoghi della città– con una mostra che lascia qualche perplessità nell’allestimento (si poteva sicuramente fare di più).
Apprezzabile da parte di Kalimera lo sforzo di mettere in piedi una tale macchina organizzativa e la volontà di dare visibilità anche a tanti concorrenti. È veramente la nascita di una nuova era per un’Italia addormentata ? Sarà soltanto il futuro a dirlo.
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www.kalimera.it
francesca baboni
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