Dal 1967 al 1977. Sono questi gli anni selezionati per la mostra che ripercorre -con alcuni vincitori del Premio Nazionale dei Naïfs italiani e altri pittori che parteciparono al progetto varato in occasione del trentennale della Resistenza nel 1975- l’iniziativa voluta da Cesare Zavattini. Iniziativa che vanta una lunga tradizione come evento culturale e fenomeno di costume per la valorizzazione del territorio.
Una stagione, quella dei premi di pittura dei Naïfs italiani, che si è rivelata come uno dei capitoli più interessanti dell’intera vicenda culturale di secondo Novecento. Sulla scia di grandi iniziatori storici presenti in mostra, Bruno Rovesti e Pietro Ghizzardi, già noti negli anni ’60 e considerati i veri “poeti del Po”, sfilano nomi più o meno noti, da Udo Toniato e Carmelina Alberino a Gino Covili e Ferruccio Bolognesi.
Ma la novità succosa è l’arte contemporanea, che si esplicita in una carrellata fotografica, per riallacciarsi alla grande tradizione luzzarese, che ha visto passare nomi come Paul Strand e Gianni Berengo Gardin. Intelligente l’idea di coniugare arte naïve e fotografia ricordando quello che venne chiamato da Zavattini il Padiglioncino dei nuovissimi, dall’idea, mai realizzata, di affiancare al premio “dieci tra le più avanzate espressioni pittoriche e di scultura”. Quattro fotografi giovani, ma dal curriculum piuttosto consistente, sono stati dunque invitati a scegliere un’opera in mostra e a sviluppare una ricerca sul tema.
Emanuela Reggiani (Voghera, 1978) sceglie Il matrimonio delle mie figlie di Rina Nasi (1974) per riprodurne il tracciato, creando un percorso fotografico narrativo in sequenza supportato da una videoproiezione. Ecco quindi Dello scorrere lento, 250 km di paesaggio tra Voghera e Luzzara, lungo l’argine di un Po silente e nudo, sempre uguale a sé stesso, a testimoniare un’idea di continuità fluida soltanto apparente e del tutto ideale rispetto alla realtà. Elefante viola di Maurizio Cavazzoni (Busto Arsizio, 1971) è un work in progress formato da testi su carta fotografica e sette dittici che il fotografo ha installato basandosi sul quadro omonimo di Tommaso Aldo Ordavo (1969-71), creando un racconto a tema e invitando alcune coppie di genitori e bambini luzzaresi a fare altrettanto.
Tommaso Perfetti (Milano, 1979) invece si ispira ad Yves Klein partendo dal quadro di gusto espressionista di Pietro Ghizzardi Figura femminile (1967), per ricostruirne la traccia decontestualizzata dal contesto. I segni dei corpi dei luzzaresi e degli extracomunitari impressi sulla tela vanno a formare un unico corpo meticcio, miscellanea di due macrocorpi ideali di uomo e di donna. La festa di paese di Laura Moruzzi è infine il punto di partenza del progetto Teatro di Benedetta Alfieri (Parma, 1973), che prende ispirazione dal teatro di Luzzara, oggi dismesso.
L’edificio sospeso come in un limbo, straniante sullo sfondo bianco e fotografato come luogo assoluto e fuori dal tempo, diventa scenario per storie raccontate senza remore, catturate in un video, da donne della comunità indiana luzzarese, in lingua punjabi, sul palcoscenico. Il teatro diventa così luogo vissuto dall’interno ed allo stesso tempo veicolo per un ascolto incomprensibile che non concede volutamente sottotitoli per stimolare l’attenzione di chi osserva.
articoli correlati
Luzzara. Cinquant’anni e più
francesca baboni
mostre visitate il 3 novembre 2006
Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…
Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione di collezionisti sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di…
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…
Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…
In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…