Racchiudere in una sola mostra un lungo periodo di esperienze artistiche e critiche. Il tentativo di dare uno spaccato dell’arte cittadina degli ultimi trent’anni. Lo testimoniano i dati dell’evento: 100 opere, 60 artisti e un calendario fitto di eventi che si prefiggono di portare la manifestazione alla più larga attenzione di pubblico. L’ex-direttore Peter Weiermair si congeda dalla città con un elogio in prima regola.
Naturalmente dietro questo “magma artistico” c’è uno strutturato schema cronologico nel quale si è cercato di imbrigliare l’ampia varietà di ambienti e situazioni. Al piano superiore viene reso omaggio ai grandi maestri, le cui opere fanno parte della collezione della Galleria. Questo percorso s’interseca con scansioni temporali stabilite: a partire dagli ormai storici anni ’70, fino alle ultime esperienze della giovane arte.
Al piano inferiore vengono accostate opere anche molto distanti nel tempo che guidano però, sul cammino che porta dalla storia alla tendenza innovativa, dalle tecniche classiche alle più laterali sperimentazioni. In questo settore, fondamentali sono gli apporti tanto della fumettistica nell’irriverente genialità di Andrea Pazienza, nella precisione futuristica di Igort, quanto dell’opera pittorica, fotografica e installativa di Vincenzo Satta, Luigi Ontani e Claudio Parmiggiani. Le opere inoltre, sono corredate nel catalogo dai testi che
Il settore giovanile, per così dire, comprende una larga parte di lavori (e di artisti quindi) che sono già entrati a far parte di una certa “vita” della città. Il girotondo che ruota intorno all’atrio centrale vanta un excursus multi sfaccettato dell’atmosfera di Bologna e dintorni. Comprende la presenza di Eva Marisaldi, delle Isole di Sabrina Mezzaqui ma anche quella della fluorescente pittura di Yumi Karasumaru e dei giochi di Maurizio Cattelan. Sorprende l’atrio, che giustapponendo le installazioni di Sissi e Marco Samorè, già presentate al pubblico, e i progetti inediti di Paolo Bertocchi e Cuoghi & Corsello, si “prende la briga” di tratteggiare lo scenario odierno. E’ un’impresa che ha del “colossale” quella messa in atto alla GAM per il progetto in corso.
claudio musso
mostra visitata il 19 maggio 2005
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