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fino al 26.VII.2009 | Seth Price / Sarah Morris | Bologna, Mambo

di - 15 Luglio 2009
Fotogrammi di paesaggi urbani e d’architetture postmoderne in trasformazione; momenti frammentari e rarefatti di convulse atmosfere metropolitane. Una fugace esplorazione della psicologia collettiva in una metropoli che muta in relazione a un contestatissimo evento storico: i Giochi Olimpici di Pechino del 2008.
S’intitola Beijing il lungometraggio-documentario di 86 minuti realizzato da Sarah Morris (Gran Bretagna, 1967; vive a New York e Londra) e presentato in anteprima mondiale negli spazi del Mambo. Decisamente eterogeneo e in linea con il concetto d’interdipendenza fra arte pittorica e cinematografica l’approccio dell’artista di origine inglese. Undici dipinti e un wall-painting site specific di oltre 30 metri completano la mostra China 9, Liberty 37, dal titolo di un film western italo-spagnolo di Monte Hellman.
Geometrie minimaliste e vivaci contrasti cromatici caratterizzano i dipinti compresi nella serie dei Rings e degli Origami, ricreati su tela utilizzando vernice lucida e brillante. Ipnotiche figure geometriche riprendono le sacrali composizioni cartacee della tradizione orientale, riproducendo continue illusioni ottiche. L’abbagliante policromia del gigantesco Taurus, la celeste luminosità di Moth e la conturbante antitesi del grigio perla, del nero e del giallo limone in Rhino Beetle colpiscono la percezione visiva.
Il riferimento esplicito ai cerchi della bandiera olimpica e alle “rings road” che contraddistinguono le metropoli tentacolari come Pechino connotano le tele intitolate per l’appunto Rings. Tra queste spicca l’opera 1948, in un armonico connubio tra il viola, il turchese e il verde carta da zucchero.

La “poetica del tempo” e l’“astrazione cinematografica” connotano invece l’opera di Seth Price (Gerusalemme, 1973; vive a New York). Indefinibile quanto affascinante nella sua indeterminatezza è Redistribution, il video astratto on-going, progetto aperto in continuo aggiornamento, iniziato nel 2007. L’artista israeliano innesta una sua “conversazione d’artista”, tenuta al Guggenheim di New York – in cui espone la propria personale concezione dell’arte, vista come risultante d’interconnessioni mediatiche -, a scene tratte dalla realtà virtuale.
Price apre inoltre inedite porte temporali, indagando l’inesorabilità del concetto di data per ogni opera d’arte con i suoi Calendar paintings: stampe a getto d’inchiostro di calendari che hanno come sfondo riproduzioni di obsolete immagini pubblicitarie e di quadri poco noti di pittori americani degli anni ’20 e ’30.

La plastica, controversa “promessa universale” del boom economico, costituisce uno dei materiali prediletti da Price. Tra le sculture Vacuum formed – sottoposte cioè al processo utilizzato negli imballaggi industriali, denominato vacuform – spiccano i criptici volti-fantasma delle maschere Collapsed faces e le inquietanti corde sfilacciate e spezzate, imprigionate nel materiale plastico di ampie tele pre-stampate o dipinte con smalto per carrozzeria.

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mostra visitata il 5 luglio 2009


dal 25 maggio al 26 luglio 2009
Sarah Morris – China 9, Liberty 37
Seth Price – 2009
a cura di Gianfranco Maraniello e Andrea Viliani
MAMBo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni, 14 (zona piazza dei Martiri) – 40121 Bologna
Orario: da martedì a domenica ore 10-18; giovedì ore 10-22
Ingresso: intero € 6; ridotto € 4
Catalogo Walter König
Info: tel. +39 0516496611; fax +39 0516496600; info@mambo-bologna.org; www.mambo-bologna.org

[exibart]

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  • si vede lontano un miglio che è una mostra che non importa a nessuno, prima di tutto a chi l'ha organizzata

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