L’esposizione collettiva racconta, attraverso lo sguardo di diversi artisti, il tentativo di evadere dalla realtà ostile degli adulti e la ricerca di un’isola che non c’è, il luogo fantastico in cui si rimane sempre bambini. Un tema comune interpretato dai vari autori che, attraverso il linguaggio pittorico, scultoreo ed installativo, approdano a differenti luoghi immaginari, conducendo singolari avventure.
Quella che traspare nella mostra non è una generazione che non vuole crescere, ma una generazione che consapevolmente ha deciso di crescere così, abbracciando sia la realtà che la meraviglia: il disorientamento che crea l’immaginazione, vagando tra sogni, fantasie, contraddizioni.
All’interno dei chiostri, spazi articolati in cui un tempo convivevano solitudine e
Alex Pinna focalizza lo spazio contratto dell’ambiente sui suoi gracili alieni alle prese con il gioco d’azzardo, mentre Davide Nido lo scruta attraverso materiche e coloratissime texture. Nella sala principale troviamo, centrale alla parete di fondo, Giovanni Frangi che guarda altrove, fuori dalla finestra, e dipinge il suo paesaggio immaginario: un mondo sognato, ritagliato nel tempo, ma indeterminato ed escluso da
Poi la favola a 4 step di Giuliano Guatta e il coccodrillo di Corrado Bonomi, pronto a sbranare la nostra mano (dopo quella di Capitan Uncino), creato attraverso una composizione di portauovo cartacei. Nel corridoio e nell’ultima sala accolgono il pubblico gli oggetti testamentari di Marco Petacchi, le armi ammiccanti e le perversioni del dondolo di Antonio Riello, i compagni millimetrici di Fulvio di Piazza, ibridati ai personaggi terribili dei cartoni animati contemporanei, inclusi nelle sue paradossali visioni. Concludono l’esposizione Michelangelo Gallina con i suoi marmorei volti nascenti, esempio sintomatico di contaminazione tra tradizione classica e inquietudine contemporanea, accostato a Fausto Gilberti che presenta una delle sue sagome in bianco e nero che sgrana gli occhi sconcertata da uno spropositato arredo domestico. Al termine del percorso, Velasco si sdoppia in un Peter sospeso tra sogno e realtà che rincorre la sua ombra, l’immagine di sé che vuole ricucire.
articoli correlati
Greta Frau
Alex Pinna
federica bianconi
mostra visitata il 27 settembre 2003
Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…
Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…
Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…
Klaus Rinke è morto all’età di 86 anni. Figura centrale della Scuola di Düsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…
Sarà Lanza Atelier, giovane studio di base a Città del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…
Promossa dalla Croce Rossa di Bologna, una mostra mette in relazione l’arte contemporanea di Simona Gabriella Bonetti con le decorazioni…