Categorie: bologna

fino al 27.VI.2003 | Aerea – Il vuoto come forma | Bologna, Galleria Plastica

di - 17 Giugno 2003

La doppia personale di Alessandro Dal Pont e Luca Trevisani, curata da Daniela Lotta, propone due diversi interventi installativi. Vertono sulla stimolante dialettica che si crea tra un’azione che prevede il coinvolgimento dell’altro e la traccia tangibile che ne deriva. Due percorsi che ragionano sullo spazio e al tempo stesso sull’assenza intesa come vuoto. Alessandro Dal Pont (1972, vive e lavora tra Milano e Belluno) presenta Dropping, un dispositivo di interazione con il pubblico come parte integrante dell’esperienza estetica: colloca al centro dell’ambiente espositivo un alto parallelepipedo strutturato con varie rientranze, dai decisi profili sagomati, che assume la lucida freddezza e la cura asettica di un manufatto meccanico, intorno al quale l’artista dissemina alcuni visori per diapositive che contengono differenti immagini di organiche sovrapposizioni tra l’espressione stupita di un bambino e le diverse fasi di un paracadute in volo. Il vuoto, il senso di vertigine e la sospensione di un viaggio improbabile si aprono a molteplici possibilità visuali. Lo spazio si può esperire, l’osservatore può girare intorno al lavoro per seguire il dispiegarsi di una mappa interiore che Dal Pont, con ludica versatilità, sembra indicare, forse permettendo di identificarci con il bambino o semplicemente facendoci partecipare al processo costitutivo dell’opera. Anche il progetto di Luca Trevisani (1979, vive e lavora a Bologna) prevede un coinvolgimento emotivo, seppur in fase germinale, per catturare i mobili frammenti dell’assenza-presenza del corpo, la formalizzazione del vuoto e la dimensione dell’abitare lo spazio personale: La catena montuosa del garrese è una scultura che nasce a partire da una pratica relazionale e veicola un’ambiguità semantica legata ad un’interattività tattile con l’oggetto e la sua forma, accompagnata da un’immagine fotografica che, per la sua natura indicale, diventa la traccia di una collaborazione, la ri-costruzione di una situazione appena trascorsa. L’artista riproduce il calco in rilievo dell’incavo delle gambe in posizione leggermente divaricata, dello spazio compreso tra l’inguine e le caviglie di quattro persone, sostituite nella foto da piatte silhouettes arancioni e immobilizzate in una posa distanziante che li rende soggetti passivi. La consistenza dell’aria si coagula in una forma scultorea, come una colata scarna ed essenziale nella sua articolazione, una presenza leggera e inavvertibile per far risaltare il dettaglio minimo, cioè lo spazio che avvolge il nostro asse verticale di equilibrio, in termini emozionali. Il referto fotochimico che contestualizza l’installazione all’interno di un giardino condominiale, non è soltanto la documentazione di un’azione ma diviene parte costitutiva del lavoro come certificazione di uno scambio, testimonianza concettuale di contatti e relazioni.

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AEREA. Il vuoto come forma – Alessandro Dal Pont, Luca Trevisani
Bologna, Galleria Plastica, via degli Orti 5/i
Ingresso libero
Orari lu/ven 14:30-18:00 o su appuntamento
Tel: 333 1739510, e-mail: galleriaplastica@tiscali.it


[exibart]

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