Giunto alla terza edizione, il Premio Dams continua a promuovere con una mostra ed una serie di eventi la creatività giovanile italiana e straniera. Presieduto da un comitato scientifico formato da alcuni docenti del Dams, più che di un concorso in effetti si tratta di una “fabbrica delle idee, di un laboratorio permanente di talenti”, rivolto a studenti e neolaureati di ventiquattro università italiane che hanno iniziato ad operare in maniera affine all’istituzione storica di Bologna.
L’idea di creare un premio e una serata speciale è nata nel 2001, durante la celebrazione dell’attività trentennale dell’istituto, come spiega il curatore della sezione Arte, Renato Barilli, in cui una larga partecipazione di studenti e personaggi che avevano ruotato intorno al Dams innescò il progetto. Fin dalla nascita nel 2002, il Premio si è caratterizzato per la capacità di dare sbocco a tutti i canali dell’arte, dall’aspetto creativo a quello critico. “Questa scelta si oppone– prosegue Barilli- alla distinzione sbagliata, operata ancora in Italia e non all’estero, di facoltà teoriche vs creative”.
Per la sezione Arte, tutti i linguaggi del contemporaneo, dalla pittura al video, alla fotografia, all’installazione, fino alla performance. Peter Weiermair, direttore della GAM, ha messo a disposizione lo spazio di Villa delle Rose allo scopo di continuare a promuovere l’arte, in relazione ai precedenti Premi Maretti e Alinovi.
In mostra, alla pluralità delle tecniche espressive corrispondono i caratteri differenziati delle ricerche : soggettivi, intimi, alcuni lavori come la serie di fotografie Me in pieces di Stefania Montolli o il video I colori dell’immenso di Arianna Maggini; onirici, tramite la manipolazione digitale bidimensionale di Paolo Danese o Alberto Fontanella; di indagine sociale, come le serie Kids di Valentina Schivardi o Das Modell di Stefano Tolio, o Famiglie di Stefano Pesci; ludici infine, come per Franca Giovanrosa ed Ela Rossi (Autoritratto e Marcellodorme…Marcellosogna). Le opere sono state selezionate in base all’originalità e alle capacità tecniche, e -oltre ad alcuni lavori vagamente citazionismi, frutto di artisti in erba che necessariamente agli inizi si confrontano coi maestri contemporanei- non mancano lavori interessanti e nuovi, soprattutto da un punto di vista tecnico. Molti ricalcano le tendenze dell’arte attuale, “post- concettuale che insiste sul medium cui affidarsi, da una parte, e di un ritorno al colore- immagine ma in dimensione decorativa e ambientale dall’altra”, secondo Barilli.
Al secondo piano della mostra sono state esposte alcune fotografie fuori concorso di stampo narrative, ad opera di quattro giovani artisti del Dipartimento di Fotografia e Multimedia dell’Università di Parigi VIII. Gli studenti italiani saranno ospitati à leur tour l’anno prossimo nella capitale francese.
Il calendario è fittissimo di eventi: oltre alla mostra, i lavori delle sezioni Cinema e Teatro saranno proiettati e svolti nelle varie sedi della manifestazione, mentre per Musica e Discipline Comuni bisognerà aspettare la Notte Dams del 28 Maggio in cui saranno comunicati i vincitori. In una scuola da sempre innovativa e che si è distinta per il rifiuto di considerare la cultura a compartimenti stagni, un premio che promuovesse l’arte è in perfetta linea di avanguardia.
veronica caciolli
mostra visitata l’11 maggio 2004
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