Numerosissimi sono gli artisti, pittori ma anche poeti e musicisti, che si sono ispirati al viaggio e ai mezzi di locomozione. Charles Baudelaire quando Parigi, nei momenti di maggiore oppressione, gli appariva ‘monotona e meschina ’scriveva infatti: Treno portami via! Rapiscimi, vascello! Va lontano! Qui il fango dei nostri pianti è intriso.
È questo il tema che ricorre anche nelle opere di Giampaolo Atzeni: frammenti di vita, esperienze, avventure sono gli oggetti dell’arte e della vita di questo interprete del viaggio, di un’arte che rispecchia un desiderio infinito di vedere, di conoscere di andare oltre e che chiaramente emerge dalla sua biografia. Atzeni ha studiato architettura, ma si è appassionato poi alla pittura, ha sperimentato professionalmente svariate tecniche fotografiche e, viaggiando successivamente come reporter, si è spinto in Africa ed in molti altri continenti, entrando anche in contatto con la guerriglia nel Polisario; ha lavorato inoltre a lungo per il teatro come per la pubblicità e la moda.
Orient Express II è il titolo della mostra che la Galleria Catus propone dopo il successo della prima Orient Express dello scorso anno. Già il titolo predispone il nostro immaginario a pensare a viaggi esotici, avventure, sapori e profumi orientali, riportandoci al ricordo del famoso treno e alle immagini che questo rievoca anche attraverso le pagine di Agata Christie. E sono questi gli argomenti ricorrenti nelle
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chiara pilati
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