Nella Sala Grande della Civica di Modena sono esposte fino al ventinove giugno 137 fotografie in bianco e nero dello statunitense Paul Caponigro (1932). Nell’unica sala in cui si svolge la mostra, curata da Filippo Maggia, sono appesi una selezione di lavori sviluppati nell’arco di un cinquantennio e rappresentativi dell’intera attività del fotografo.
Il lavoro di Caponigro è iscrivibile nella grande tradizione paesaggistica nord americana della prima metà del secolo appena trascorso, quella che si soffermò con indulgenza tonale e compositiva sulle ampie e suggestive vedute naturali degli Stati Uniti.
Anche visto in un’ottica storiografica il suo lavoro non brilla per originalità, pur se risulta mitigato l’atteggiamento straight dei suoi maestri in favore di una, parzialmente
Ma è nelle nature morte dall’evidenza tattile che si palesa la fonte cui si abbevera Paul Caponigro che non è fonte naturale, come quelle ritratte dal fotografo stesso, ma culturale, sgorgante da quel Minor White (1908) di cui Caponigro è stato allievo, e di cui può considerarsi un bravo epigono.
In conclusione, le immagini di Caponigro danno luogo ad un certo godimento visivo, ahimè forse troppo fine a se stesso per poter parlare di grande fotografia.
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roberto maggiori
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hai ragione, pardon...
Interessante questa critica...
Comunque: Ansel Adams (1902-1984), Edward Weston (1886-1958), Minor White (1908-1976).