Eros materia è il titolo della prima mostra di Rinat Baibekov , artista di origine Russa (Kazan, 1962) che presenta negli spazi di Mondo Bizzarro Gallery 14 opere. I lavori sono frutto di tecnica mista dove è possibile scorgere e indagare sacro e profano, elementi di magia e d’esoterismo, una miscellanea di presenze angeliche e demoniache che coesistono e si fondono senza lasciare traccia di contrapposizione alcuna.
L’elemento della mistica fusione e della compenetrazione è fondante in tutto il lavoro dell’artista, che rielabora questi concetti e indaga le dinamiche sessuali che vedono protagonisti l’uomo e la donna.
Di una sessualità curiosa e incisiva, volta ad un amore carnale e profano, parlano Gli amanti dietro il ventaglio dove si respira un clima velatamente gitano, il quale ci racconta di una penetrazione tentata e voluta senza negarne dettagli e forme.
Questo è probabilmente il lavoro più terreno e comprensibile dalla sensibilità comune di tutta l’esposizione, poiché vi si rispecchia un rituale che, sia pur privato e appartenete ad una sfera intima, è raffigurato con estrema e disarmante naturalezza.
In altra sede, poi, viene introdotto l’elemento dell’animalità nel gioco dell’accoppiamento e le tinte del colore si fanno più chiaroscurali e sul corpo dell’entità maschile compaiono orecchie e peluria felina (Il bacio).
Le tradizionali categorie sono ribaltate e comprese solo alla luce di ciò che nel linguaggio psicanalitico del sogno e dell’inconscio queste presenze polimorfe rappresentano.
L’elemento dell’animalità è piuttosto ricorrente, sotto forma di felino (gatto), come in Ritual, oppure di cane, Il cane e la bambola, dove la figura femminile possiede seni che assomigliano a mongolfiere, arti di marionetta, e il volto inespressivo di una maschera teatrale stilizzata; tutto ciò ad abbattere la forza sovversiva dello strumento di piacere, con cui la femmina conduce il gioco erotico, rappresentato dalla lingua del cane a forma di genitale maschile.
Un ulteriore personaggio che non può essere ignorato perché spesso presente nelle opere di Baibekow è il giullare, quel personaggio fiabesco che ricorda l’alternarsi della sorte in forma circolare, che sorride con sguardo beffardo a chi, per legge del destino, deve
L’effetto complessivo della mostra è di un erotismo estremo e anticonvenzionale, capace in tutto e per tutto di gettare un soffio anticonformista e impudico su un tema da sempre trattato.
Con ciò, vi lanciamo solo uno spunto di lettura del lavoro di Baibekow, che rilascia altrettante sfumature emotive a chi, coraggioso, decide di inoltrarsi nei terreni densi di visioni barocche e inquietanti di questo insolito artista russo, al di fuori del tempo e dello spazio.
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silvia pedroni
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