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Fino al 30.VI.2002 | Gian Marco Montesano – Il Teatro dell’Arte | Bologna, San Giorgio in Poggiale

di - 10 Giugno 2002

All’interno di questo ambiente sacro le grandi tele di Gian Marco Montesano, realizzate a partire dagli anni ‘80, si distinguono, ad un primo sguardo, per la tecnica inconfondibile e le tematiche storiche che raggiungono un altissimo livello di teatralità e simbolismo. I soggetti, gli attori che su queste superfici vivono come su un palcoscenico, provengono dal dopoguerra, con una fierezza e un fascino per nulla prevedibili. Nonostante si tratti di scene d’assoluta tranquillità quotidiana, lo strettissimo legame che esiste tra figura, locatione tecnica, rende l’insieme curioso e cinematografico; il tutto è irrobustito da una sapiente adozione del bianco e nero (in una serie di tele) e l’uso quasi piatto, a metà fra Pop-Art e Iperrealismo, di figure sospese in compagnia di oggetti curiosi. Ambienti e personaggi che si appartengono: quasi tutte le tele hanno questa particolarità, non esiste, infatti, gerarchia fra i soggetti, tutto si nota e si coglie.
Unmoeglich traum, L’amore vive solo oltre i 2000 metri, Il Piccolo Principe , ecco come anche nei titoli un certo umorismo da satira sia in grado di rendere ancora più strane queste scenette da cartolina alpina, con bimbi biondi, montagne e stelle alpine. Soggetti sorridenti in contesti storici, bellici, come in Di guardia ai confini, dove un uomo bello e sano come Trenker guarda di lato in perfetto stile da fotografia anni ’40.
Montagne e spiagge: On s’amuse en Union Sovietique, On s’amuse dans le Reich Allemand, ragazzi e ragazze con fisici robusti e monumentali, da pin-up , giocano e si divertono. Ma c’è un’ironia che rimanda a ben altro, sono soggetti che vanno oltre la rappresentazione pittorica. Nelle tele di Montesano la figura, specialmente quella femminile, è carica di significati e la bellezza è un elemento non solo estetico, ma culturale, sociale, storico.
Paris au temps des amours fanés, La chanteuse de minuit, La nuit de rififi la città, i bistrot, e la musica che li attraversa; La douce amie des Allemandes che si gira guardando l’obiettivo elegantemente seduta al Trocadero, introduce all’abside dove troviamo la serie di piccole sculture in ceramica chiamata popolo coccio . Una famiglia di figure bizzarre e colorate appartenenti ad un mondo conosciuto fatto di gesti, giochi, atteggiamenti in miniatura contenenti, anche qui, l’ironia che riporta un dato storico e culturale, una lettura attenta del contemporaneo. Nelle quaranta opere presenti in mostra, Montesano offre un teatro che ha come protagonista gente comune che sulla superficie assume un respiro monumentale, proprio perché inseriti nella loro storia e portatori di un costume.

link correlati
arte2000.net/ARTISTI/montesano/ITA/home_it.htm

Erika Eccher
mostra visitata il 25 maggio 2002


Gian Marco Montesano. Il Teatro dell’Arte, a cura di Vittoria Coen
Bologna, San Giorgio in Poggiale, Via Nazario Sauro, 22
Organizzazione Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna
Catalogo bilingue ita/ingl Editrice Compositori
Ingresso libero
Orari 10:00/13:00 – 16:00/19:00, chiuso lunedì e domenica 2 giugno.
Tel: 051/230727 Fax: 051/232676
E-Mail: paola.abruzzese@gmpr.it; veronica.bellinazzi@gmpr.it; paolo.ruggiero@gmpr.it


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