Categorie: bologna

fino al 30.VII.2004 | México, artisti contemporanei | Bologna, S. Giorgio in Poggiale

di - 14 Giugno 2004

Oaxaca, situata nel lembo meridionale del Messico, è una sorta di paradiso artistico fin dagli anni Trenta. Ancor’oggi conserva il suo alone mitico, caratterizzato da uno spirito d’apertura, modernità, mescolanza, unito a forme, colori e tradizioni millenarie. Un mélange di antico e moderno che caratterizza la scuola artistica di questa regione, idealmente collegata con figure quali Frida Kahlo, Rivera, Orozco, Siqueiros: i grandi protagonisti del muralismo messicano. Pregne dello spirito di questa terra, le opere di 12 artisti di oaxaqueni selezionate per questa mostra sono caratterizzate da un forte spirito d’indipendenza che rende assai stretto il dialogo tra modernità e tradizione. A linguaggi contemporanei, talvolta perfino pop, è infatti associato un immaginario autoctono con tonalità grottesche, fauve, naïf, spesso derivate da uno spirito animista tutto messicano che fa dialogare vita e morte, favoloso e mostruoso, tragico e ludico. Una trasversalità e pluralità di linguaggio che ha radici millenarie, e proprio grazie a queste può germogliare fiori sempre nuovi.
Demián Flores Cortés (1971) è uno dei due giovani presenti in mostra. I suoi collages che associano boxeurs, Superman, giocatori di baseball agli antichi resti di templi precolombiani, sono forse uno degli esempi più calzanti di questo dialogo tra epoche e simbologie. Sergio Hernández (1957) propone una pittura dalla forte astrazione, pur concedendosi talvolta a composizioni figurative caratterizzate da un acceso cromatismo. Filemón Santiago (1958) e soprattutto Maximino Javier (1948) uniscono una pittura popolare, naïf, quasi da ex voto, con un immaginario fantastico e surreale avente al centro per lo più il mondo contadino.
Rubén Leyva (1953) è un concentrato di tradizione messicana: favola e colore, archetipo ed incanto, il tutto raccontato con un linguaggio primordiale, pittografico, d’un astrazione che ricorda Paul Klee; un discorso simile può valere anche per José Villalobos (1950). Rodolfo Morales (1925-2001), tra i più importanti artisti della scuola di Oaxaca, è stato il moderno cantore di una religiosità al contempo metafisica e popolare, surreale e matriarcale.
Guillermo Olguín Mitchell (1969), l’altro giovane del gruppo, se da una lato è forte di un’educazione artistica internazionale, dall’altra ripropone l’antichissima tecnica della pittura ad encausto, con la quale da vita ad opere caratterizzate da un’astrazione arcaica, per certi versi perfino rupestre, dal persistente zoomorfismo comune anche al più noto Francisco López Toledo (1940). Alejandro Santiago Ramírez (1964) è presente con uno straordinario gruppo di sculture in ceramica, mentre Luis Gonzáles Zárate (1951) propone lavori caratterizzati da un forte senso animista.
Rufino Tamayo (1899-1991), il più internazionalmente noto, sfiora l’incanto con la sua Art Brut astratta e profondamente messicana.
Non c’è quindi da stupirsi che il Messico sia un paese verso il quale molti artisti, da James Brown a Pablo Echaurren, rivolgono lo sguardo.

articoli correlati
Oaxaca tierra de arte
James Brown,Oaxaca works
Tina Modotti
Pablo Echaurren

duccio dogheria


México, artisti contemporanei, a cura di Vittoria Coen e Carlos Aranda Màrquez
Bologna, Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo, San Giorgio in Poggiale, via Nazario Sauro 22
lun-ven 10.00-20.00
ingresso libero
catalogo ed. Compositori
tel. 051.230727
usfcrb@libero.it


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10