Se gli alchimisti
mescolavano improbabili ingredienti alla ricerca utopica della pietra
filosofale, allo stesso modo Alfredo Pirri (Cosenza, 1957; vive a
Roma) unisce materiali diversissimi tra loro per creare traiettorie che
anelano mete misteriose e ignote, forse impossibili da raggiungere. Nello
specifico dell’esposizione Misura ambiente si tratta di una pavimentazione di vetrate in
cristallo calpestabile, contenente piume inglobate da vaporose scie di spuma
rosso brillante che fungono da linee prospettiche. Stesso procedimento e
medesima installazione presente alla Cappella dello Scompiglio a Lucca nel maggio
del 2009, in cui la prospettiva era unica e mirava al di là dell’altare.
Questa volta
l’opera è stata scomposta e vorticose linee spezzate generano molteplici punti
di fuga che si perdono oltre la galleria, innescando una labirintica
rivoluzione percettiva dello spazio. Una destabilizzazione di quella
cristallina razionalizzazione del mondo offerta da Leon Battista Alberti, di quella “forma simbolica”, per dirla alla Erwin Panofsky,
che è ancora parte del nostro Dna. Ciò non genera caos, ma riflette la visione
dell’armonia di Pirri, “in cui non prevale un’idea ordinata e statica
dell’armonia stessa, bensì qualcosa di più dinamico, che necessita di punti
discordanti per trovare la sua applicazione e verifica ideale”, sostiene l’artista.
Le piume
incastonate magicamente nel pavimento diventano impronte del destino,
concettuali molliche di pane alla Hänsel e Gretel per diversi viaggi verso un
oltre che non è introdotto. Percorsi lineari che tendono alla fuga, forse dalla
percezione limitata dai confini delle architetture, dalle convenzioni
dell’arte, oppure metaforici bivi della storia di ognuno di noi.
Nella vetrina
dell’ingresso sono presenti sei disegni preparatori che tracciano i raggi
cromatici ed energetici che si sprigionano tra le opere e l’ambiente. Inoltre,
nella galleria sono state disseminate numerose sculture tipiche del suo
repertorio, costituite da carta museale bianca e i cui bordi irradiano tiepidi
luccichii vermigli. Il prodigio avviene grazie a una pasta colorata
fluorescente che, stesa dietro la superficie dei piani dell’opera, calamita il
fruitore come insetti attratti dallo scintillio del neon. Veri e propri oggetti
di design che sfruttano il riverbero della luce e colorano l’ombra, suggerendo
nuvole stratificate al limitare del crepuscolo e quindi il passaggio del tempo.
A prima vista sono
bidimensionali disegni su muro, ma dopo uno sguardo attento, piani in 3d che
sembrano galleggiare sulle pareti immacolate. Tra questi lavori, il più
significativo è composto da fogli di plexiglas che si dispiegano al visitatore
come le pagine di un libro, emanando la luce della conoscenza e caricandosi
della sacralità di un totem, della solennità di un’icona.
Nell’insieme la
mostra può essere un’esperienza visionaria dove si può bighellonare in un
percorso di fasci luminosi e destini incrociati.
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iuffrida
mostra visitata il
22 marzo 2010
dal
27 gennaio al 31 marzo 2010
Alfredo
Pirri – Misura Ambiente
Galleria
de’ Foscherari
Via Castiglione 2b (centro storico) – 40124 Bologna
Orario: da lunedi a sabato ore 10-12.30 e 16-19.30
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 051221308; galleria@defoscherari.it;
www.defoscherari.com
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