Categorie: bologna

fino al 4.XI.2007 | Vertigo | Bologna, Mambo

di - 11 Maggio 2007

Qualche intoppo non è mancato, è vero. Molta folla, ingressi limitati, un po’ di disorientamento. Ma, nel complesso, bisogna guardare con la comprensione del caso un evento che, malgrado qualche acciacco, ha avuto il merito di riportare il mondo dell’arte, assente da non poco tempo, a Bologna, trasformando la città, in una rara notte contemporanea, nella location di uno dei più importanti eventi dell’anno. E questo è un dato di fatto, che, se i conti qualche volta tornano, dovrebbe in tempi relativamente brevi costituire da catalizzatore di nuove energie.
E d’altronde si tratta di un Mambo italiano, timido, un po’ scomposto, ma audace. Che esordisce a denti stretti e petto gonfio con una mostra cicciona, che con il criterio del riassunto e della jam session tanto caro a Germano Celant, intende documentare un secolo di storia, dai segnali di fumo all’ipod, dal Futurismo a Thomas Ruff. Tra oggetti d’antan e grandi pezzi d’arte, da far ingolosire il mercante di pelo lungo, emergono i masterpiece di Fernand Leger e Filippo Tommaso Marinetti, in guerra con i Vik Muniz dei piani alti, o con i monitor turbati dal magnete di Nam June Paik che troneggiano in fondo alla sala centrale.
In un amplesso brutale di sensazioni e stimoli visivi che perdono di aggressività se confrontati con l’imponenza dell’intero spazio espositivo, slanciato e arioso, tra i rari esempi di complesso italiano dal sapore internazionale. In cui l’inserimento rischioso, ma calibrato, di percorsi di natura opposta operato dai cura tori, sancisce la vocazione dell’edificio alla missione museale.
Saltano all’occhio alcuni pezzi di notevole impatto visivo. Tre grandi e straordinari Robert Longo fanno bella mostra di sé dirimpetto ai meno felici scatti del Matthew Barney da mercato. Tornano le ultime fatiche di Grazia Toderi, già in mostra al Pac di Milano con il video Rosso Babele, una sovrapposizione della medesima sequenza filmica volta a creare una nuova nuance vermiglia, che l’artista ribattezza Babele. Torna anche la serie africana di Vanessa Beecroft, in mostra da Lia Rumma lo scorso novembre, mentre sul versante video delizia il fantasmagorico match di basket di Paul Pfeiffer e su quello della pittura struggono i carboni appassionati di William Kentridge. Insomma, ce n’è per tutti. Per un’apertura diplomatica che si rivolge alla Storia per ricevere la propria benedizione e al futuro con l’occhio della multidisciplinarietà. Senza creare forti cesure con il passato né rinnegare il valore della sperimentazione. A benedizione ricevuta, ora è tempo di cominciare con le sfide. E giacché Bologna è in ballo, sarà il caso di ballare.

santa nastro
mostra visitata il 5 maggio 2007


dal 5 maggio al 4 novembre 2007
Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web
a cura di Germano Celant con Gianfranco Maraniello
MAMbo, Via Don Giovanni Minzoni 4 (40121) Bologna
+39 0516496611 (info), +39 0516496600 (fax)
info@mambo-bologna.org – www.mambo-bologna.org


[exibart]

Visualizza commenti

  • Non tutti gli edifici ricomvertiti diventano Tate Modern, ma il Mambo va benissimo. Peccato che l'allestimento riesca a rendere stretto e scomodo quello che potrebbe essere largo e comodo e difficilmente visibile - per questioni di collocazione e di luce - quello che sarebbe bello vedere, ad esempio i quadri del periodo cubista, il video di Moholi-Nagi o Warhol.

Articoli recenti

  • Architettura

Venezia, riapre il Padiglione Centrale, mentre cresce la tensione sulla Biennale

La Biennale di Venezia presenta il Padiglione Centrale ai Giardini riqualificato con fondi PNRR: un progetto architettonico che si inserisce…

19 Marzo 2026 13:36
  • Fotografia

Mimmo e Francesco Jodice: il dialogo tra padre e figlio in Oltre il confine

Il documentario di Matteo Parisini mette in dialogo Mimmo e Francesco Jodice: un confronto tra padre e figlio sul filo…

19 Marzo 2026 12:12
  • Cinema

I film di Béla Tarr tornano al cinema: al via la retrospettiva restaurata

Da Perdizione a SátántangĂł, quattro film di BĂ©la Tarr tornano in sala dal 20 marzo: un’occasione per rivedere sul grande…

19 Marzo 2026 11:30
  • Fotografia

A Bergamo le fotografie vernacolari Kodachrome diventano racconto collettivo

Lo spazio SANBE15/C di Bergamo espone 49 fotografie vernacolari prese dall'enorme archivio Kodachrome raccolto da Damiano Carrara, per riflettere sul…

19 Marzo 2026 10:43
  • exibart.prize

exibart prize incontra Edoardo Gagliotti

Sono affascinato dalle strutture mentali che costruiamo per proteggerci ma che spesso diventano barriere. Indago quelle zone di attrito, i…

19 Marzo 2026 9:58
  • Progetti e iniziative

Pratiche condivise nel Salento: conclusa la residenza artistica di Red Lab

Conclusa la residenza di Red Lab Gallery nel Salento: il progetto di Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman, con…

19 Marzo 2026 9:42