Questa mostra si presenta come uno dei capitoli più organici della pluriennale attenzione della Galleria Civica di Modena per la cultura fotografica. L’iniziativa, ideata e curata da Claudia Zanfi, intende attribuire la giusta importanza alla fotografia industriale e pubblicitaria, nel processo comunicativo di diffusione dei prodotti di un’azienda.
per la circolazione reale o virtuale del prodotto. Non ci si spiega quindi perché il fotografo industriale viva nell’anonimato, lasciando all’oggetto, al suo designer, al committente e all’agenzia pubblicitaria, il merito di tutta l’operazione comunicativa. A tutti è noto lo spremiagrumi “Juicy Salif” disegnato da Philip Starck, il bollitore “Pito” di Frank Gehry, la caffettiera “La Conica” di Aldo Rossi e il vassoio “The Campidoglio” di Robert Venturi, di essi si conosce la casa produttrice (Alessi) e l’agenzia pubblicitaria (Pirella e Gottsche), ma non gli autori delle immagini che hanno reso famosi questi oggetti (rispettivamente Stefan Kirchner, Aldo Ballo/Studio Azzurro, Ed-Engegneering e Mario
Zappalà). L’intento di questa mostra è proprio quello di far luce su questi autori, evidenziandone le specifiche caratteristiche e la tendenza comune a documentare, interpretare e diffondere “l’immagine Alessi”. La mostra si suddivide in varie sezioni, che identificano i diversi progetti fotografici, a seconda delle modalità di approccio e di ricerca condotte dall’azienda. Nella sezione dedicata allo “Still life” si apprezza la fredda documentazione oggettiva degli scatti di Caleca, Del Comune, Kirchner, Masera,
Soave, Toscani Ballo. Per quanto riguarda il “Paesaggio domestico”, gli oggetti – immortalati da Santi Caleca – sono ritratti nel loro ambiente quotidiano mentre adempiono all’uso per il quale sono stati inventati. Nei “Dettagli” di Carlo Paggiarino si nota invece tutta l’abilità del fotografo nel restituire anche il minimo particolare all’utensile ritratto.
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Luca Panaro
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