E’ difficile dare una definizione di cosa la Pop Art sia stata in Italia, ma è molto facile organizzarci sopra una mostra e attirare una grande attenzione intorno all’evento. Perché? Perché la nostra corrente Pop ha coinvolto, anche se a volte solo come stadio passeggero, i maggiori artisti italiani della seconda metà del novecento. Gli anni ’60, quelli in cui Schifano, Festa e Angeli andavano in macchina fino a Positano portandosi dietro la Morante, sono quelli in cui gli artisti respiravano un’aria nuova al Caffè Rosati e si effettuava un cambiamento sociale, economico e ideologico nella vita quotidiana di tutti. Il mondo ci riconosceva questa rivoluzione, l’America, che sognavamo molto più di adesso, ci apriva le braccia. Nel 1962 la Galleria Janis di New York tenne la mostra The new realists, una panoramica sulle evoluzioni artistiche europee di quegli anni; tra gli artisti invitati c’erano i nostri Baj, Festa, Schifano e Rotella. Gli stessi a cui ancora oggi viene dedicato un gran numero di eventi, come quello di Bologna alla galleria Arte e Arte che di firme della Pop Art ne presenta addirittura dieci: Angeli, Baj, Baruchello, Bignardi, Ceroli, Cintoli, Festa, Rotella, Ruffi e Schifano.
Dieci artisti e una ventina di opere, disposte su due piani, dai decollage degli anni cinquanta di Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918) – quelli in cui il cinema non era ancora protagonista e le opere risultavano puramente astratte – alle sagome di legno di Mario Ceroli, realizzate negli anni settanta. In mezzo a quest’arco cronologico tutto un percorso multiforme, che siamo più che abituati a ripercorrere. Franco Angeli (Roma, 1935 – Roma, 1988) con una grande tela blu scuro su cui si intravede il vagamente argentato contorno di una lupa capitolina. Un personnage di Enrico Baj (Milano, 1924 – Varese, 2003) costruito come collage di specchi su stoffa. Il completamente bianco Da Michelangelo che si riconosce solo tramite poche ombre dosate con intelligenza da Tano Festa (Roma, 1938 – Roma, 1988).
Una delle solite mostre, allora, basata tutta sulla facilità di riunire degli artisti celebri sotto una corrente di sei lettere? Per fortuna no, perché questa alla Arte e Arte ripropone anche artisti che non vengono immediatamente in mente parlando di Pop Art. Ad esempio, il giocoso Gianni Ruffi (Firenze, 1938) di cui sono esposti due dipinti dal titolo comune Mare su tavole sagomate a forma di onde. O ancora Umberto Bignardi che dopo un breve periodo nella Scuola di Piazza del Popolo ha deciso di attuare una ricerca multimediale, riprendendo solo nel 2000 a lavorare sul disegno.
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www.studiosoligo.it/festa/festa.htm
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Informazioni su Gianfranco Baruchello
www.ceroli.com
Biografia di Claudio Cintoli
carolina lio
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