Nelle immagini dal mondo ebraico
di Monika Bulaj
(Varsavia, 1966; vive in provincia di Bergamo) pare di cogliere questo
sentimento di adesione alle origini ovunque nel mondo, in Polonia, in Turchia, in
Azerbaigian, oltre che naturalmente in Israele. Che pure è terra anche laica;
preferisce però Bulaj soffermarsi, con la macchina fotografica, più volentieri
su Me’a Sharim, il quartiere ortodosso di Gerusalemme, con la rigorosa obbedienza
alla Legge e con tutti, anche le donne e i bambini, con i segni dell’appartenenza
negli abiti, nei capelli e cappelli.
“Sono ebreo, ma laico”, si sente a volte dire. O anche:
“Sono laico, ma ebreo”. Una sorta di adesione necessaria, al di là dell’aspetto religioso.
Memoria di lingua e famiglia, spesso di persecuzioni che non possono essere
dimenticate: testimonianza di presenza e continuità.
Con Il viaggio di Elia sono ancora quelle kippot, quei
pe’otim (i riccioli a lato del viso degli uomini che il Levitico indica di non tagliare) a creare
unità, legami di vicinanza, pur in Paesi lontanissimi.
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dal 5 settembre al 5 dicembre
2010
Monika Bulaj – Il viaggio di
Elia
Museo Ebraico
Via Valdonica, 1/5 (zona via
Zamboni) – 40126 Bologna
Orario: da domenica a giovedì
ore 10-18; venerdì ore 10-16
Info: tel. +39 0512911280; fax
+39 051235430; info@museoebraicobo.it;
www.museoebraicobo.it
[exibart]
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