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fino al 6.V.2007 | Franco Hüller | Modena, Galleria Civica

di - 2 Maggio 2007

“Progettare un’opera per uno spazio pubblico significa dare senso al lavoro in relazione alla presenza dello spettatore”. Così afferma Franco Hüller (Sassuolo, 1975) a proposito di un progetto che si lega, per la modalità interattiva, alla ricerca precedente inaugurata nel 2006, il work in progress Flaneur, ormai in fase conclusiva. Nel difficile spazio dell’Area Progetto della Galleria Civica di Modena, l’artista gioca sulla possibilità di partecipazione da parte del passante convocato alla fruizione, che può essere anche solamente ventilata e non direttamente agita. Pone di fatto lo spettatore di fronte ad una scelta. Quella d’interagire oppure no. La riflessione si sposta successivamente su di un altro piano, sul ruolo che si occupa nel mondo e sul tema urgente della realtà che ci circonda, attraverso la strutturazione di due spazi differenti per due diversi tempi di utilizzo. Lo sguardo iniziale prima e la compartecipazione sulle scale poi, dove il visitatore è invitato a prendere parte al gioco, scoprendone le regole.
Anche il senso del titolo stesso racchiude questo concetto: le differenti Prospettive sono intese da due distinti punti di vista, l’uno prospettato in senso spaziale e focale–prospettico (la visione dall’alto e dal basso), l‘altro in senso temporale, laddove il lavoro ruota attorno all’infanzia “che era, che è e che non è più, e non potrà più essere”, quella spensierata rappresentata dai cartoon e quella violata delle fotografie. Hüller da una parte fa rivivere le icone animate degli anni ’80, resuscitando il mito di Capitan Harlock, la destrezza di Daisuke Jigen, o la fierezza della battagliera Lady Oscar, coi protagonisti stampati in digitale su pannelli, dai volti ritagliati per infilarci il viso e le sagome a grandezza naturale, metafore e proiezioni di ciò che un’intera generazione fantasticava di diventare.

Dall’altra invece, ribalta la prospettiva con due scatti fotografici ingigantiti tratti da reportage di guerra, a rappresentare l’infanzia negata, con la provocazione del bambino in stato di malnutrizione e del soldato che sta per sparare ad una madre che tenta di proteggere il figlio. Davanti al fruitore la scelta del ruolo che può decidere di rivestire, l’opzione di poter essere vittima in un caso o carnefice nell’altro, a seconda della situazione in cui decide di “mettere” la faccia. Può essere la volontà di essere per un minuto un eroe giocoso della fantasia o di entrare invece nella miseria umana, come agente diretto di una brutalità sul punto di accadere, la morte del bambino per fame e lo sparo del soldato.
L’artista destabilizza e fomenta il dubbio procurando l’alternativa della non-scelta, attraverso la non-partecipazione. Gli eroi buoni dei fumetti, anch’essi dotati ciascuno di un’arma, riportano ad una violenza fittizia e immaginaria che fa sicuramente riflettere accostata, anche dal punto di vista estetico, al realismo crudo della fotografia d’autore. E se lo scopo principale dell’installazione è quello di cercare una qualsiasi reazione -positiva o negativa che sia– l’artista fornisce in un certo senso un’opportunità. Quella di una probabile presa di posizione decisamente scomoda e non così innocente come potrebbe sembrare.

francesca baboni
mostra visitata il 4 aprile 2007


Prospettive – Franco Hüller
Area progetto Galleria Civica d’Arte Moderna – Palazzo Santa Margherita
Corso Canalgrande 103 (41100) / + 39 0592032911 (info), +39 0592032919 (fax), +39 0592032932 (biglietteria) / galcivmo@comune.modena.it
orari: mar-ven 10,30/13,00 e 15,30/18,30 – sab-dom 10,30/18,30 – lunedì chiuso
ingresso libero


[exibart]

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