Categorie: bologna

fino al 7.III.2007 | Giovanni Manfredini | Bologna, Otto Gallery

di - 19 Gennaio 2007

Il rimando alla Body Art e alle performance degli anni Sessanta balza subito alla mente dinanzi all’enorme trittico che “oscura” la sala della galleria. Ma poco a poco, nell’arte di Giovanni Manfredini (Pavullo nel Frignano, Modena, 1963), si percepisce lo stacco evidente da quel modo di operare. Il gesto che diventa forma si carica in lui di energia nuova e, seppur all’apparenza più cupa, anche più vitale. La tavola che serve da supporto, annerita col fuoco, diventa emblema del Kaos, del Thanatos, del vuoto cosmico. Vuoto che l’artista, sdraiandovisi nudo come un nuovo Adamo, cerca di scacciare. Accollandosene il peso sul proprio corpo, che si annerisce come un pegno da pagare per far emergere la luce. Nuovo Prometeo che porta agli uomini il fuoco, il dono della conoscenza, in grado di distruggere, di generare, di far riaffiorare fatui barlumi di drammatiche vicende autobiografiche dell’artista, ustionatosi quando era solo un bambino. È un profondo lirismo quello che pervade le opere di Manfredini, nelle quali vita vissuta e riflessioni di un esistenzialismo a tratti kafkiano si intrecciano a comporre forme che rimandano ad una cultura artistica impregnata di sacro, a complesse iconografie seicentesche, alla concezione luministica e realistica delle ultime opere di Caravaggio. Non è un caso infatti che in due opere di più ridotte dimensioni le sue mani calcate sul nerofumo del supporto sorreggano altrettanti libri aperti, sulle cui pagine sono riprodotti due particolari del pittore seicentesco. Uno di essi, un teschio, emblematico e stigmatizzato memento mori, ci catapulta dinanzi all’ineluttabilità del nostro destino di uomini.

Ma in questa vena di esistenzialismo pessimistico si può rintracciare una nota di serena e sincera speranza proprio in quei raggi di luce che trafiggono, scendendo a perpendicolo, quei corpi nudi. Sono corpi normali, consunti dalla vita, illuminati ed illuminanti, che paiono dover lottare con fatica per non essere risucchiati dalle tenebre. È una luce, quindi, che non è più rappresentazione di una salvezza divina, esterna, ma di un’auto-salvazione.
In quest’atmosfera, a tratti sacra, i pannelli dell’enorme trittico possono diventare allora una simbolica raffigurazione del Calvario: Gesù e ai lati i ladroni. Un unico interprete: sempre Manfredini. Sacro e profano, umano e divino, luce e ombra, vuoto e conoscenza.
Nell’ultima sala della galleria undici disegni su carta sono disposti a formare una croce. Ognuno di essi raffigura drammi anonimi di uomini qualunque, trafitti da frecce come il San Sebastiano dell’iconografia tradizionale e concretizzazioni dell’universale male di esistere. È così che Manfredini celebra e rende grazie a tutti coloro che, accomunati dallo stesso destino, portano con coraggio la propria croce. Da quando nascono fino al momento della morte. Non è necessario essere santi per essere martiri.

sara vannacci
mostra visitata il 16 dicembre 2006


Giovanni Manfredini – Tutti Santi
Otto Gallery, via M. D’Azeglio 55 – 40123, Bologna.
tel.+39-051 6449845 – fax: +39-051 3393794
www.otto-gallery.itinfo@otto-gallery.it
orario: martedì-sabato 10:30-13:00 16:00-20:00
domenica e lunedì su appuntamento
ingresso gratuito


[exibart]

Visualizza commenti

  • Vorrai dire la continua noia di Manfredini! Retorico, pesante e scontato.
    Il rovescio della medaglia di Coda Zabetta.
    Auguri!

  • ba... a me sembrano uguali... bianco e nero, retorici, noiosi... insomma di maniera!
    Non credo slalom avesse torto...
    mostra orrenda!
    Secondo me manfredini non può continuare così!!
    E' ormai più di un decennio che ci propina la stessa sbobba!
    ... proprio come coda zabetta, pignatelli, ecc....

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Malta gli artisti italiani fanno la differenza

La seconda edizione della Biennale maltese, dal titolo CLEAN / CLEAR / CUT, interroga il presente alla ricerca di nuove…

19 Marzo 2026 16:37
  • Arte contemporanea

Diversi modi di pensare il frammento: Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace a confronto

Corpi che deflagrano, fiori che invadono: al SAC di Robecchetto con Induno due ricerche artistiche si misurano con il tema…

19 Marzo 2026 16:00
  • Bandi e concorsi

Arte Laguna Prize: aperte le iscrizioni alla 21ma edizione del premio internazionale

Aperta la call per la 21ma edizione di Arte Laguna Prize: in palio una mostra all’Arsenale di Venezia, residenze artistiche…

19 Marzo 2026 15:30
  • Fiere e manifestazioni

Il design italiano prende spazio a Design Shanghai 2026

Le industrie creative di Shanghai hanno generato oltre 2 trilioni di yuan nel 2025. Adesso, oltre 500 brand da 20…

19 Marzo 2026 15:21
  • Architettura

La Biennale di Venezia ha svelato il Padiglione Centrale totalmente riqualificato

La Biennale di Venezia presenta il nuovo il Padiglione Centrale ai Giardini, riqualificato da un progetto architettonico firmato Labics e…

19 Marzo 2026 13:36
  • Fotografia

Mimmo e Francesco Jodice: il dialogo tra padre e figlio in Oltre il confine

Il documentario di Matteo Parisini mette in dialogo Mimmo e Francesco Jodice: un confronto tra padre e figlio sul filo…

19 Marzo 2026 12:12