Distribuite
tra la Galleria La Pillola e la CA Gallery, le fotografie di Yashima Mishto (Chang Mai, 1975; vive a Berlino) mostrano giovani
donne impegnate nel piacere: il loro o quello altrui. Con gli occhi puntati
nell’obiettivo e i corpi nudi e disponibili agli sguardi dell’osservatore, le
protagoniste di questi scatti si mostrano disinibite, fra erotismo e
pornografia. Brutalità, sensualità e innocenza si mescolano senza soluzione di
continuità in immagini sospese, claustrofobiche, dove tutto sembrerebbe lecito,
anche il più inconfessabile dei desideri.
Sono
tutte modelle amatoriali quelle scelte da Yashima per le sue opere; ragazze
della porta accanto che, sotto la sua direzione, abbandonano per alcuni istanti
tabù, insicurezze e inibizioni per dar forma e consistenza alle loro fantasie
più nascoste.
A
intervenire sulle immagini patinate è Ozne (Ragusa, 1980; vive a Bologna), una sorta di censore, un moderno
iconoclasta che, rivestendole di vernice nera o cancellandole dalla superficie
lucida della stampa fotografica, le trasforma in ombre e voragini.
muta in inquietudine, i graffi e le dense pennellate di nero ricoprono volti e
sguardi, il potenziale pornografico diventa perturbante.
Nel
primo volume della mostra,
allestito presso La Pillola, la censura si fa strumento di uno slittamento
concettuale: da fedele traccia del reale, l’immagine fotografica è violata. La
sua funzione di testimone viene sostituita improvvisamente da quella di
complice. Non mostra più un fatto, ma lascia lavorare l’immaginazione. Non
indica più un qui e ora, lascia supporre un altrove e un ancora. Rimangono solo
frammenti di corpi, gesti interrotti, bocche aperte, mentre mani e genitali
emergono dal vuoto che li circonda.
In
Censorship goes strange vol. 2,
allestita alla CA Gallery, è invece l’ironia a prevalere: l’atto censorio si
reinterpreta come l’inutile manifestazione di se stesso. Adesivi trasparenti e
scritte colorate si sovrappongono all’immagine, senza occultarne l’originario
potenziale pornografico. Sebbene censurato, tutto rimane perfettamente
visibile; anzi, viene evidenziato, sottolineato dagli stessi strumenti di
censura.
Grazie
all’intervento di Ozne, le immagini di Yoshima Mishto diventano così ancora più
esplicite; tanto esplicite da poter essere definite parodie di atti erotici.
Memore della lunga tradizione iconoclasta che ha caratterizzato le avanguardie
storiche (dal Futurismo a Picasso,
da Duchamp a Rauschenberg, da Rodchenko a Idris Khan), Ozne
elimina e nasconde, aggiungendo a ogni fotografia altre possibili
interpretazioni, incorporando al suo interno nuovi e inquietanti significati.
giulia pezzoli
mostre visitate il 12 e 19 marzo 2010
dal 12 al 18 marzo 2010
ozne & Yashima Mishto
– Censorship goes strange Vol. 1
a cura di Paolo Insolera e Marco Landini
La Pillola
Via Mascarella, 37 (zona universitaria) – 40126 Milano
Orario: sabato e mercoledì ore 17-20; lunedì, martedì e giovedì
ore 10.30-12.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0514222127; info@lapillola.net; www.lapillola.net
dal 19 marzo al 7 maggio 2010
ozne & Yashima Mishto
– Censorship goes strange Vol. 2
a cura di Paolo Insolera e Marco Landini
CA Gallery
Via Boldrini, 12/c (zona Stazione) – 40121 Bologna
Orario:
da lunedì a sabato su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0514211873; info@caseaperte.it; www.caseaperte.it
[exibart]
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