Gianluca Costantini inizia come autore di fumetti ed illustratore, ma un colloquio diretto con altre arti lo ha portato presto ad intraprendere una ricerca sul simbolo e sulla decorazione, utilizzando sia il disegno come la rielaborazione digitale, integrando referenti culturali diversi attraverso una rivisitazione colta e raffinata.
Simboli e icone diventano patterns decorativi (raffreddati dall’utilizzo di una cromia ridotta al bianco e al nero), motivi che s’intrecciano e si sovrappongono in una bidimensionalità schiacciante ma animata da eleganti grafismi che creano pause, assenze, improvvisi scatti e sconfinamenti.
In questa trama fitta d’intrecci convivono simboli, figure araldiche ed icone, che rimandano a mondi e culture “altre”, referenti artistici quali William Blake, William Morris, Arts and Craft e Art Nouveau, illustrazioni antiche e i mosaici ravennati che s’integrano e convergono verso un’unica ricerca attenta a preservare un profondo valore simbolico.
Allo Studio Mascarella, Costantini presenta dei pannelli idealmente componibili come sequenze di un unico insieme costituito dalla sovrapposizione e dallo sconfinamento di una decorazione continua che, infittendosi o dipanandosi secondo un ritmo perfettamente calibrato, diviene un filtro attraverso cui si materializzano visioni interiori.
L’elaborazione digitale permette l’amplificarsi di sovrapposizioni e occultamenti, è indice di un’ulteriore sofisticazione. Attraverso questo trattamento la decorazione perde ogni aspetto rassicurante, si spezza all’improvviso, sembra voler valicare i limiti del pannello, diviene cupa e soffocante ma, ad una visione ultima, lascia trasparire un ordine interno.
I titoli delle opere sono come abbozzi di racconti che cercano di supplire alla forte introspezione dei pannelli, risuonano come sentenze oscure, confessioni che emergono dall’inconscio. Ed è proprio nella necessità di unire parole e immagini che è possibile individuare una costante della ricerca artistica di Gianluca Costantini che riesce a legare in un unico percorso l’arte del fumetto, dell’illustrazione e William Blake.
Il legame con Blake non è stilistico-formale ma d’affinità mentale, puramente concettuale, volta alla realizzazione di un’arte racchiusa in se stessa e nelle proprie visioni.
“William Blake…racchiude tutto quello che io inseguo: arte figurativa, arte letterale, arte spirituale” (Gianluca Costantini).
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www.comune.bologna.it/iperbole/smac
francesca pagliuca
mostra visitata il 18 aprile.
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