Con un opening day accattivante, senza tempi morti e con proposte spesso brillanti, inaugura la II edizione di Going Public, “piattaforma mobile e aperta”, ideata e prodotta dal laboratorio culturale aMAZE e Provincia di Modena. L’intento è quello di monitorare i territori liminali, di passaggio, zone di frontiera suscettibili di costanti cambiamenti politici e culturali, affidandosi ad un mapping postmoderno, basato cioè sulla “fine dell’idea che in fondo il mondo si componga di oggetti e non di relazioni, di processi, di dinamiche” [Farinelli, in Going Public ’04, p. 45]. Un approccio politico-geografico-sociale dunque, programmaticamente interessato agli uomini, alle loro interazioni e ai diversi modi di reagire e confrontarsi con un mondo in evoluzione, tra muri che cadono e altri che ne vengono alzati, tra immigrazione clandestina e sindrome jet-lag.
Intervengono con una serie di conferenze supportate da video e slides Thomas Hirschhorn (Berna, 1957), Socrates Stratis e Raul Cardenas Osuna (Mazatlan, 1969), rappresentante dei Torolab, gruppo poliedrico che agisce a Tijuana, in Messico, vecchio avamposto dell’immigrazione illegale per gli USA. Piuttosto di ragionare utopicamente, Torolab si attiva pragmaticamente, con S.O.S., zainetto che si trasforma in un rifugio per senzatetto, salvifico in una baraccopoli come Tijuana.
L’esplorazione di Modena prende il via dalla Stazione Piccola, con le mappe e le foto di Ahlam Ghibli (Galilea, 1970) e Hariklia Hari (Atene, 1970), pervasa dai rumori (ma sono perlopiù silenzi, segnali di vuoto), emessi dai due megafoni dell’installazione di Zaphos Xagoraris (Atene, 1963), registrati nei villaggi abbandonati di Cipro e accompagnati dal testo della Risoluzione 370 del 1975 che sancisce la divisione turco-greca della città di Nicosia. Nella Sala Truffaut invece, si cammina sulle acque dello stretto di Gibilterra, grazie alla mappa calpestabile (come i “pavimenti” di Andre) di f/p+f/z, ripetendo il quotidiano flusso di persone lungo i 14 km dello stretto.
Ancora qui il 27 ottobre verrà proiettato On the other side di Chantal Akerman (Bruxelles, 1950) in anteprima nazionale. Il gruppo A12 (Italia), ragiona e ironizza sulla “biennalizzazione”, ossia sul prosperare dei festival culturali e sugli effetti che imprimono al territorio, proponendo con slogan iperbolici il loro dirigibile come
articoli correlati
cosa è successo a Going Public 2003
link correlati
www.torolab.co.nr
www.city-territory.gr
www.d406.com
www.multiplicity.it
www.aes-group.org
thelma gramolelli
mostra visitata il 9 ottobre 2004
Una doppia personale di Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso mette in dialogo le opere di due giovani pittori evidenziandone affinità…
Corpi nudi, ganci nella carne e campane sollevate dalla gru: quella di Holzinger non è provocazione fine a se stessa,…
Dalle installazioni, alla fotografia, giovani artisti trasformano il tema della scarsità idrica in ricerca visiva e impegno culturale. Premiati i…
Il progetto itinerante The Shell Cracked di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino con nuove installazioni dedicate a…
Da Carla Accardi a Gaspare Traversi, da Enzo Cucchi a Vincenzo Gemito, fino ai cataloghi online di gioielli, arredi, orologi,…
Angelo Demitri Morandini, Luca Freschi e Danilo Torre sono i vincitori della terza edizione del Mellone Art Prize dedicata al…
Visualizza commenti
uscite/entrate