Categorie: bologna

fino all’11.I.2004 | Oliviero Rainaldi – Disegni e sculture dal 1988 al 2003 | Bologna, Villa delle Rose

di - 23 Dicembre 2003

Peter Weiermair lo definisce “outsider di successo”: Oliviero Rainaldi (Carmanico Terme 1956; vive e lavora a Roma) ha iniziato a esporre nel 1975, è stato allievo di Emilio Vedova. Dalla fine degli anni Ottanta le radici del suo lavoro affondano più nell’arte antica che in quella moderna e contemporanea. La figura umana diviene androgina, coniugandosi con una ricercata essenzialità.
I temi sono pochi e classici, come materiali e tecniche: gesso, bronzo, marmo bianco di Carrara e –per i disegni, mai meri studi– la carta come supporto e matita, carboncino, china, tempera, acquerello, olio. Talvolta il bitume, unica concessione al presente. Il colore dominante è il bianco: monocromo accecante, che fa pensare a Giulio Paolini. La luce è un ingrediente di fondamentale rilevanza, una grande attenzione è riservata all’allestimento e la sede non sembra la più adatta. E testimonianza ne sia il fatto che gli otto pannelli che costituiscono Gisant (1991) si sono crepati, a causa dell’umidità.
Proprio Gisant apre il percorso: una grande figura maschile distesa, priva degli arti superiori, col membro in erezione, resa con tratto lineare a sanguigna. Presentata al Frankfurter Kunstverein nel 1991, s’ispira al Torero morto di Manet e pare un testamento di quella fase creativa. Il secondo forte impatto con la messa in scena di Rainaldi avviene al secondo piano: al fondo del corridoio si erge una figura in bronzo (Battesimi umani, 1998), con l’acqua che le scorre sul corpo a partire dal capo. Qui siamo già in fase autenticamente androgina, con tratti che si sfigurano, lasciando come unico spartiacque il naso. Nei bassorilievi – memori delle terragne medievali e rinascimentali – il bianco monocromo è interrotto plasticamente e umbratilmente solo da un piccolo naso che emerge dalla tavola. La luce si fa allora mistica, una sorta di levatrice di forme che fa nascere minuscole e impercettibili profondità. Così è per Dono del Mattino (2000), Copia (2001) e Caduti (2000). Tralasciamo i gessi scultorei e i disegni – fra i quali ve ne sono di notevoli – per tornare un momento alla rarefazione plastica delle forme di Rainaldi. La lenta indecisione dei bassorilievi, fra seconda e terza dimensione, evidenzia la quarta: il tempo. Che proprio quelle opere, caratterizzate da un’essenziale precauzione, siano nate con la tecnica del “bagnato su bagnato” – quindi realizzate in tempi obbligatoriamente ristretti – è un paradosso che rende ancor più interessante l’opera di Rainaldi.
Il catalogo è una vera e propria monografia che va oltre la mostra, sia dal punto di vista cronologico – risalendo al 1983 – sia per il gran numero di opere che lo illustrano. L’unico rammarico è dovuto all’esiguità dei contributi critici, limitati a un breve articolo del curatore e a una dettagliata scheda biografica redatta da Alice Rubbini.

articoli correlati
Nuova committenza religiosa: interviene Rainaldi
“L’infinito presente”: personale a Genova
“L’altra metà del cielo”: collettiva alla Gam di Bologna
Doppia personale con Matteo Basilé

marco enrico giacomelli
mostra visitata il 12 dicembre 2003

Oliviero Rainaldi – Disegni e sculture dal 1988 al 2003
A cura di Peter Weiermair
Villa delle Rose, via Saragozza, 228/230 – 40135 Bologna
Evento organizzato dalla Gam di Bologna
Orario: dal martedì alla domenica dalle 15 alle 19
Ingresso: intero € 4; ridotto € 2
Informazioni: tel. 051-502859; fax 051-371032; infogam@comune.bologna.it; www.galleriadartemoderna.bo.it
Catalogo bilingue (italiano – inglese), “Oliviero Rainaldi. Opere/Works 1983/2003”, Edizioni Il Cigno, Roma, € 60 (testi di Peter Weiermair e Alice Rubbini), www.ilcigno.org

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Cecilia Alemani e la sfida asiatica: la curatrice italiana guiderà la Taipei Biennial 2027

Il Taipei Fine Arts Museum ha nominato Cecilia Alemani come curatrice della Taipei Biennial 2027, una delle più importanti manifestazioni…

4 Giugno 2026 11:11
  • Personaggi

È morta Marjane Satrapi: con Persepolis raccontò l’Iran al mondo

Si è spenta a Parigi, a 56 anni, Marjane Satrapi: fumettista, regista e illustratrice, autrice del celeberrimo Persepolis, ha raccontato…

4 Giugno 2026 10:43
  • Arte contemporanea

Torino renderà omaggio a Marisa Merz con una grande mostra in tre musei

Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono le forze per una grande mostra diffusa dedicata a Marisa Merz, in…

4 Giugno 2026 9:48
  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03