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fino all’8.VI.2008 | Fotografia Europea 2008. Produzioni dedicate | Reggio Emilia, sedi varie

di - 20 Maggio 2008
Come ogni anno, anche per questa terza edizione di Fotografia Europea sono stati chiamati a produrre progetti specificamente dedicati quattro artisti internazionali. Le loro opere verranno acquisite dal comune di Reggio e andranno a integrare il corpus di lavori già raccolto in occasione delle due precedenti manifestazioni. L’olandese Erwin Olaf, la svedese Ann-Sofi Sidén, il francese Antoine D’Agata e la polacca Aneta Grzeszykowska utilizzano il mezzo fotografico per interpretare attraverso immagini suggestive, ironiche e spiazzanti i concetti di presenza, corporalità e identità.
Con Situations, Antoine d’Agata documenta le più intime pulsioni dell’animo umano in una sorta di voyeurismo dell’eccesso. Corpi contorti, avvinghiati in abbracci inestricabili, volti sfuocati da movimenti improvvisi e deformati in smorfie disumane richiamano alla memoria la disperata solitudine delle grandi tele di Francis Bacon. Figure isolate in interni alienanti, saturate da un rosso acceso, mostrano all’osservatore come la fotografia documentaria (in questo caso auto-documentativa) possa allontanarsi da una registrazione del reale per accedere alla sfera dell’inconscio e ritrarre gli istinti più profondi e morbosi della natura umana.

In Acrobat Book di Aneta Grzeszykowska numerosi scatti di medio formato ritraggono il corpo dell’autrice durante l’esecuzione di esercizi acrobatici. Registrando le proprie performance in immagini volutamente oggettive, neutre, asettiche, la fotografa polacca mostra senza riserve la propria disarmante fisicità, trasforma il proprio corpo in arredo, in suppellettile, in scultura. All’interno di ambienti anonimi, Grzeszykowska compone ed esegue geometrie improbabili e bilanciate: “Il mio corpo è flessibile e inaffidabile, come l’immagine contemporanea”.
Erwin Olaf -due volte vincitore del Leone d’argento di Cannes per le campagne pubblicitarie per Diesel e Heineken- indaga per la manifestazione reggiana la funzione dispersiva dello sguardo con Fall: “Cosa succederebbe se gli occhi degli esseri umani non si comportassero, nella fotografia, nel modo in cui ci aspettiamo?”. Intervallati da alcune immagini di fiori e piante dalle forme ricercatamente sensuali, i giovani modelli di Olaf non ci guardano. I loro occhi sembrano sostare, persi nel vuoto, dormienti o assenti. Sono creature dalla pelle argentea e perfetta, inaspettatamente e deliberatamente rese ridicole, distratte, lontane.
Cento persone impegnate in una finta evacuazione sono invece al centro del lavoro video di Ann-Sofi Sidén. Nato all’interno di alcune ricerche fatte nel 2000 in una caserma dei vigili del fuoco, Same Unknown porta a percepire il corpo come strumento di identificazione, di realizzazione e manifestazione del sé. L’immagine di ognuno dei protagonisti scende lungo una pertica ritratta in quattro schermi al plasma posizionati davanti alle finestre dei quattro piani dello Spazio Gerra. Prima di intraprendere la discesa, ognuno di loro pronuncia il proprio nome e il luogo da cui proviene, s’identifica coscientemente e, subito dopo, involontariamente attraverso il linguaggio del corpo messo in condizione di simulata “urgenza”.

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mostra visitata il 3 maggio 2008


dal 30 aprile all’otto giugno 2008
Fotografia Europea 2008 – Umano, troppo umano
Produzioni dedicate
a cura di Elio Grazioli
Orario: da martedì a venerdì ore 18-23; sabato, domenica e festivi ore 10-23
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7
Catalogo Damiani, € 30
Info: tel. +39 0522451152; info@fotografiaeuropea.it; www.fotografiaeuropea.it

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