Il contesto è sbalorditivo: la splendida delizia estense edificata da Bartolomeo Avanzini per volontà di Francesco I d’Este a partire dal 1634 sulle strutture preesistenti di un grande palazzo castellano che fu di Borso e di Ercole.
L’Avanzini trasformò il vecchio castello, di cui i recenti restauri hanno riportato alla luce le inedite tracce, in un gioiello barocco che fu sontuosamente affrescato e decorato dall’allora pittore di corte, il francese Jean Boulanger, in collaborazione con i maggiori quadraturisti, plastificatori e decoratori dell’epoca (Angelo Michele Colonna, Agostino Vitelli, Luca Colombi, Lattanzio Maschio e Gaspare Vigarani).
Un “Progetto contemporaneo” triennale (2001-2003) appare dunque un’iniziativa giusta ed ambiziosa per il nuovo spazio di Sassuolo, che punta non solo ad inserire la cittadina nel circuito turistico degli amanti dell’arte attuale ma anche a diffondere la conoscenza e la cultura del contemporaneo, con un occhio all’Italia ed uno al panorama internazionale.
Ecco spiegato le due sezioni appena inaugurate: “Presenze italiane” propone importanti opere dei protagonisti italiani degli anni ’60 nel campo dell’arte povera e concettuale mentre “Monochromatic light” coinvolge artisti americani ed europei della cerchia del più grande collezionista italiano, Giuseppe Panza di Biumo, in un ambizioso lavoro per la creazione di opere d’arte appositamente studiate per abitare le sontuose stanze del palazzo con sculture preparate per le nicchie e per dominare il centro delle sale, pannelli e dipinti da collocare all’interno delle preziose cornici barocche mistilinee, in stucco dipinto o dorato.
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