Categorie: Christmas book

Tutto su Heinz Berggruen

di - 23 Dicembre 2017
Quella che state leggendo è la prima uscita della nuova rubrica che sostituirà temporaneamente OPENING durante le festività natalizie. L’ho voluta dedicare ai libri. Un regalo evergreen, sempre attuale, sempre gradito per gli altri come per se stessi. Durante le ferie dei prossimi giorni ricavare qualche ora per un libro credo che possa rappresentare un buon tonico per l’anima e l’umore in primis. Libri che consiglio di acquistare nelle libreria di quartiere, per chi ha ancora la fortuna di averne una, così da dare il proprio contributo a questi eroici e coraggiosi avamposti culturali, che combattono ogni giorno per non essere spazzati via dalle multinazionali degli acquisti online.
Ma veniamo al libro di oggi. Vi preannuncio che la sua lettura è agile, veloce, appassionante. Praticamente, per arrivare alla fine, bastano poche ore. Protagonista nonché autore è Heinz Berggruen (1914-2007), insieme ai suoi straordinari racconti autobiografici. Sto parlando, infatti, di uno dei maggiori mercanti d’arte del secondo Novecento con la sua galleria di Parigi e, al tempo stesso, di un collezionista con un fiuto fuori del comune, la cui magnifica raccolta, dal 2000 proprietà dei Musei Statali berlinesi, è oggi visibile nella prestigiosa sede di Charlottenburg.
Il racconto intessuto da Berggruen prende il lettore già dalle prime pagine. Scritte come un diario ora intimo, ora vivace, persino spiritoso, scandito per paragrafi. Con uno stile che oggi definiremmo da blogger. Lungo i tre capitoli della sua vita: la Berlino pre-nazista della giovinezza, l’esilio in California, il ritorno in Europa. Io ho sognato a occhi aperti, e ho provato anche un po’ di invidia, di fronte ai personaggi che ha incontrato, che ha conosciuto, con i quali ha intessuto fugaci o duraturi rapporti d’amicizia. Da Picasso a Matisse. Idem con Mirò. E con Giacometti. Solo per darvi qualche assaggio e stimolare il vostro appetito, eccone alcuni. All’età di 25 anni, nel 1939, Berggruen conosce Frida Kahlo a San Francisco, dove era ricoverata in ospedale per sottoporsi alle cure del dottor Eloesser. La presentazione avviene grazie a suo marito Diego Rivera, per  il quale il nostro giovane e volitivo mercante d’arte “in pectore” fungeva da “ragazzo tuttofare”. Rivera gli rivolge, in francese, quella che sarebbe diventata una profezia: «Lei adesso incontrerà mia moglie, e te ne innamorerai». È quanto accade. Il loro è uno spontaneo, intenso innamoramento. Che comprenderà anche una fuga a New York, una vita di convivenza irregolare a Manhattan. Per tutto il tempo che trascorsero insieme, Berggruen rivela che non ebbe mai modo di vedere un solo dipinto di Frida, anzi a malapena sapeva che dipingesse. Questo idillio durò un mese. Poi ognuno dei due riprese il sentiero dell’esistenza che già conduceva. E, ancora, c’è il memorabile incontro con un’altra icona del XX secolo, la scrittrice statunitense nonché “poetassa cubista” Getrude Stein. La Stein arriva a Parigi nel 1902, per rimanervi fino alla morte, con la compagna A. B. Toklas, cui dedicò quello che probabilmente è il suo capolavoro, “The autobiography of Alice B. Toklas” (1933), resoconto romanzato della sua vita. Tra le personalità di maggior spicco del movimento modernista, strinse subito amicizia con i maggiori talenti del postimpressionismo e del cubismo, come Picasso, Braque, Matisse, le cui opere adornavano il suo famoso salotto dell’abitazione in rue de Fleurus. Dove  Berggruen sopraggiunge, da soldato americano, quando la Seconda guerra mondiale era appena finita. E si trova di fronte a quattro enormi pareti tappezzate per l’intera altezza di dipinti e disegni, tutti privi di cornici. Oltre la metà delle opere sono di Picasso, e tra loro proprio il formidabile ritratto di Gertrude Stein (1906) oggi esposto nelle sale del Metropolitan Museum of Art. In occasione di quella visita, Gertrude Stein non parlò mai con il nostro Berggruen della sua collezione. Dieci anni più tardi la grande scrittrice muore. Berggruen organizza a Parigi, nella galleria che nel frattempo aveva aperto sulla riva sinistra della Senna, la sua prima mostra di Picasso. Dove espone solo disegni giovanili del grande genio che erano stati di proprietà della Stein, acquistati poco prima dalla compagna della scrittrice, Alice Toklas. (Cesare Biasini Selvaggi)
Heinz Berggruen
Ricordi di un mercante d’arte
Skira editore, 2017
14 x 21 cm, 144 pagine, brossura
€ 14,90

Articoli recenti

  • Mostre

La fine di una storia: l’ultima mostra di Galleria Michela Rizzo in Giudecca

Con “Boulder”, la Galleria Michela Rizzo saluta la storica sede alla Giudecca: un’esposizione corale che riflette su natura, tempo e…

12 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

A Milano il nuovo corso di Le Pleiadi Art Gallery, la galleria che mette in dialogo maestri del passato e artisti emergenti

Affermatasi sul mercato negli anni Settanta come un punto di riferimento per il moderno, nella sede di via dell’Orso la…

11 Gennaio 2026 18:31
  • Mostre

Il genio eclettico di Iliazd da riscoprire alla Fondazione Antonio Dalle Nogare

A Bolzano, TOUTITÉ – ILIAZD Lo Studio della Forma è la prima retrospettiva italiana dedicata al poeta, designer e editore…

11 Gennaio 2026 16:00
  • Mostre

A Roma, Linda Karshan esplora il respiro come unità di misura artistica

Linda Karshan al Palazzo della Cancelleria Apostolica omaggia Roma con opere in cui misura, movimento e umanesimo si intrecciano

11 Gennaio 2026 11:30
  • Mercato

La casa d’aste Artcurial lancia i Paris Luxury Days

Una nuova sessione di vendite interamente dedicate al lusso, tra orologi rari e gioielli. Incluso un Jaeger-LeCoultre "Art Déco" da…

11 Gennaio 2026 11:00
  • Fotografia

Other Identity #187, altre forme di identità culturali e pubbliche: Fabio Lovino

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

11 Gennaio 2026 9:30