Sean Baker, Oscar 2025
La 97ma edizione degli Academy Awards ha celebrato dominio di Anora, il dramedy di Sean Baker, che ha conquistato quattro tra gli Oscar Principali – Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Montaggio – con Mikey Madison Migliore attrice protagonista. Un risultato storico che eguaglia Walt Disney, vincitore di quattro Oscar in una sola serata (ma per film diversi).
Già premiato con la Palma d’Oro a Cannes, Anora racconta la storia di una giovane spogliarellista di Brooklyn che sposa il figlio di un oligarca russo, innescando un dramma familiare dominato da tensioni e lotte di potere. «Grazie all’Academy per aver riconosciuto il cinema indipendente», ha dichiarato Baker durante la cerimonia svoltasi al Dolby Theatre di Los Angeles, sottolineando la crisi delle sale indipendenti e invitando registi e distributori a mantenere vivo il grande schermo.
Tra gli sconfitti della serata, A Complete Unknown, biopic su Bob Dylan con TimothĂ©e Chalamet, uscito a mani vuote nonostante otto nomination. Non ha brillato neanche Emilia PĂ©rez di Jacques Audiard, che partiva con 13 candidature ma ha visto sfumare il titolo di Miglior Film Internazionale, vinto invece dal brasiliano Io Sono Ancora Qui di Walter Salles. Il musical, giĂ al centro delle polemiche per alcuni vecchi tweet discriminatori della protagonista Karla SofĂa GascĂłn, ha trovato una piccola consolazione con la vittoria di Zoe Saldana come Miglior Attrice Non Protagonista. Nessun premio per Isabella Rossellini, candidata per il ruolo di suor Agnes in Conclave.
Alle spalle di Anora si piazza The Brutalist di Brady Corbet, che con tre Oscar conferma il suo valore: Miglior Attore per Adrien Brody a 22 anni dal premio per Il Pianista, Miglior Colonna Sonora (Daniel Blumberg) e Miglior Fotografia (Lol Crawley). «Rappresento il trauma della guerra, l’antisemitismo e il razzismo. Preghiamo per un mondo più inclusivo», ha dichiarato Brody nel suo discorso di ringraziamento.
Sorpresa nella categoria Animazione: il lettone Gints Zilbalodis ha battuto il colosso Disney con Flow. Un mondo da salvare, il film d’animazione con il budget più basso mai premiato agli Oscar. Il giovane regista ha curato personalmente sceneggiatura, regia, animazione, montaggio e musiche, regalando alla Lettonia il suo primo Oscar nel 2025. Storica anche la vittoria di Paul Tazewell per i costumi di Wicked: «Sono il primo uomo di colore a vincere in questa categoria, un onore enorme».
Nonostante le intenzioni dell’Academy di mantenere uno show apolitico, il presentatore Conan O’Brien ha lanciato una frecciata a Vladimir Putin citando il film vincitore: «Finalmente qualcuno resiste a un russo potente». Se il sostegno all’Ucraina è stato discreto – una spilletta di Guy Pearce, un “Slava Ukraine” della presentatrice Daryl Hannah -, la causa palestinese ha dominato il dibattito con la vittoria del documentario No Other Land, realizzato da un collettivo israelo-palestinese e ancora senza distribuzione negli Stati Uniti. «Siamo interconnessi. Non saremo mai al sicuro se gli altri non lo sono», hanno dichiarato i registi denunciando la «Pulizia etnica» in Palestina.
Emozioni per il tributo a Gene Hackman nel segmento In Memoriam. Morgan Freeman ha aperto l’omaggio ricordando il leggendario attore, suo collega in Gli Spietati: «Lui ha vinto Oscar, ma soprattutto il cuore dei cinefili di tutto il mondo». Infine, un omaggio musicale a James Bond ha segnato il passaggio di testimone della saga dopo il recente ingresso di Amazon nella produzione. E gli Oscar 2025 si chiudono così.
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