Respiro è un film del 2002 che racconta la storia di Grazia e Pietro, una coppia che vive sull’isola di Lampedusa e ha tre figli. Grazia è una donna con diverse problematiche che la portano ad avere delle crisi a cui seguono delle iniezioni calmanti, oltre a essere una donna di indole molto particolare da cui tutti diffidano. Dei tre figli, Pasquale, il secondo, la sostiene anche quando Pietro, sfinito dal lavoro di pescatore, decide di sopprimere uno dei due amati cani della moglie. Grazia, che reagisce in modo esagerato e si vede prospettato paventata uno spostamento a Milano per andare in cura da uno specialista, scappa con la complicità di Pasquale che fa perdere le sue tracce per tenersela per sé.
A tutti è passato per la testa di mollare tutto e trasferirsi su un’isola del Mediterraneo, quando, stanchi e sfiniti dall’operosità quotidiana, arriviamo in vacanza e ne godiamo solo i benefici, tra silenzi, riposo e mare. Poi c’è la realtà, ovvero che spesso in questi paradisi il lavoro è poco, la stagionalità è crudele, gli abitanti sono pochissimi, il mare è davvero ingestibile.
E poi si è in pochi e per chi, come Grazia, ha un pensiero libero, è tutto ancora più complesso: la donna ha dei comportamenti incomprensibili per la maggior parte degli abitanti, le anziane signore nate e cresciute lì non la capiscono affatto e continuano a dire a Pietro, che la ama in modo appassionato e sincero, che deve prendere dei provvedimenti.
Grazia è capace di chiedere a degli sconosciuti di fare un’uscita in barca, oppure può andare in motorino portando appresso tutti e tre i figli, così come decidere di fare il bagno nuda. Naturalmente, ogni volta che si manifesta uno di questi suoi comportamenti fuori dall’ordinario, qualcuno si palesa dal marito e lo fa notare, oppure avviene sotto gli occhi dei figli che, per quanto abituati a convivere con questo tipo di comportamenti, a volte li subiscono.
Tutto questo ha un prezzo. Grazia ha anche degli inspiegabili attacchi di nervi, attraverso i quali riesce ad andare oltre solo sotto effetto di iniezioni di calmante, si suppone. Queste crisi sembrano a metà tra un attacco di isteria con dei tratti quasi epilettici, uno sforzo enorme per questa donna che si risveglia a letto, sedata e sfinita.
Al suo fianco c’è sempre Pasquale, questo figlio che fin dalle prime scene si capisce avere un rapporto speciale con lei, quasi seduttivo, sicuramente morboso. L’unico che la comprende al punto di diventare suo complice nella fuga e fare in modo che lei abbia cibo e abiti, e che nessuno la trovi per tenerla tutta per sé.
Valeria Golino è di una bellezza che toglie il fiato, lei che è tra le poche attrici italiane che hanno realmente creato una vita cinematografica da sogno, tra scritture e Hollywood e un lungo percorso nel cinema d’autore francese e italiano. In questo film, la sua interpretazione riesce a trovare una sintonia perfetta con le performance degli altri personaggi, tutti scelti dal regista tra attori non professionisti o non ancora noti (Elio Germano è giovanissimo e ai suoi esordi sul grande schermo). Emanuele Crialese sceglie questo espediente, in parte per seguire un filone realista che all’inizio degli anni Duemila era al suo culmine nelle riscoperte italiane delle tradizioni, in parte per trasmettere tutto l’impianto di mentalità e ritualità appartenente a una comunità molto piccola e isolata dai racconti a cui siamo avvezzi, totalmente inseriti in contesti urbani strutturati.
Il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti europei, tra cui il Festival di Cannes, i Nastri d’Argento e i David di Donatello.
Valeria Golino, Respiro, 2002, regia di Emanuele Crialese
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