ÂŤA Good Man Is Hard to FindÂť, di Courtney Deyn e Jacob Samuel (duo Bullyache), alla Biennale Danza di Venezia, luglio 2025. ANDREA AVEZZU/LA BIENNALE DI VENEZIA
Ă, senza dubbio, una delle rivelazioni della Biennale Danza di Venezia di questa 19° edizione. Parliamo di Bullyache, gruppo inglese del duo di coreografi Courtney Deyn e Jacob Samuel, e del loro spettacolo A Good Man Is Hard to Find, meritatamente vincitore del Bando Biennale Danza 2025 per una nuova creazione coreografica internazionale. Un lungo tavolo da ufficio campeggia nella grande sala riunioni squarciata da una parete frontale. Da un angolo un uomo nudo striscia lentamente come un verme fino a raggiungere un abito a terra che, con impressionante contorsionismo, indosserĂ usando solo la bocca. Lo osserva sadicamente un elegante individuo seduto a cavalcioni, facendone poi oggetto di vessazioni, di abbracci, di balli.
Dal fondo oscuro un altro personaggio, anchâegli nudo, entra trascinandosi a terra, preso e strattonato, poi tenuto tra le braccia come in una Deposizione. Riferimenti anche religiosi li percepiamo nei disegni astratti appena accennati sulle giacche dei personaggi sulle quali si intuiscono delle raffigurazioni di Crocifissi; nel vocalizzo di unâAve Maria eseguito da una persona delle pulizie (un uomo con gonna, presenza silenziosa e operante quasi sempre presente in scena), costretta a cantarla gattoni sopra il tavolo; e soprattutto nella sequenza finale di uno dei performer lungamente maltrattato (una potente danza corale), cosparso di liquido rosso e deposto come un Cristo morto, immolato ai piedi di una foto che ritrae un uomo piegato nella sua stessa postura.
Nulla di ciò è apertamente dichiarato nello spettacolo, ma la lettura visiva che se ne può trarre allude palesemente, traslando lâaspetto sacro, a un moderno rito sacrificale. Di purificazione. Ă quella messa in atto dai sei esponenti di una ĂŠlite di potenti che si ritrovano per una cerimonia segreta di adepti (riferimento alla Cremazione della Cura al Bohemian Grove in California, raccontata da Jon Ronson nella serie tv The Secret Rulers of the World, di attivisti che vivono al di fuori delle convenzioni politiche, religiose e sociologiche) volta a espiare le colpe della crisi finanziaria del 2008 di Wall Street. Da questo tema trae ispirazione lo spettacolo ideato dal duo Bullyache, mettendo in scena, in unâatmosfera cupa e spregiudicata, diversi rituali di dominio, assoggettamento, minacce, umiliazioni fra i membri di una congrega di manager â infantili nei loro giochi di potere -, in stato di alterazione, dove tutti sono vittime e carnefici allo stesso tempo, dominatori e dominanti.
per i contenuti, sia per la forma della rappresentazione che unisce, con una peculiare cifra, teatro e danza, riconosciamo riferimenti al cinema di Pasolini (Salò o le 120 giornate di Sodoma), e al teatro di Harold Pinter; alla suspence e alle atmosfere inquietanti della compagnia belga Peeping Tom; alla furia giovanile del collettivo La (Horde); e alle dinamiche teatrali di Pina Bausch (la cita anche uno dei performer nella sensuale passerella dove i loro corpi sono in vendita, coinvolgendo alcuni spettatori). Risultato: un mix esplosivo di energia fisica, di feroce scrittura espressiva, di tematiche legate al potere in tutte le sue forme di oggi e di sempre (i vestiti marroni ricordano quelli della gioventĂš nazista), che avvince per la danza dei magnifici performer impressa su una partitura elettronica anche live, sovrastata infine dalla musica di Ĺ ostakoviÄ. Successo unanime di uno spettacolo A Good Man Is Hard to Find (al debutto assoluto) che accende aspettative su Bullyache, coppia da tenere dâocchio. E sono tutti da citare gli interpreti: Sam Dilkes, Giacomo Luci, Oscar Jinghu Li, Connor Scott, Pierre Loup Morillon, Frank Yang.
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