Categorie: Design

design_interviste | Bumaye

di - 12 Novembre 2004

Cos’è Bumaye?
Bumaye è un progetto che oggi coinvolge più persone. L’embrione è rappresentato da un bullone capitatomi nelle mani mentre lavoravo su una nave lontano da casa e che ho iniziato a scavare e scolpire per allentare la tensione, mi sono ritrovato tra le mani qualcosa di simile ad un anello, e lì ho capito che attraverso la manualità potevo incanalare le mie emozioni e trasformare un qualunque pezzo di ferro in qualcosa di unico.

E’ stata la prima scultura portatile?
Si può dire di sì, anche se l’esperienza e la maggiore consapevolezza ci ha portato oggi ad oggetti più particolari, ma che comunque nascono dall’acciaio quasi spontaneamente, non sappiamo mai quale sarà il risultato: ogni piccola scultura non è ripetibile…

Ognuna di loro è venduta in una scatoletta con un kit di manutenzione dove è evidenziato il numero, il peso, un brano musicale, che significa?
Innanzitutto è un invito a prendersene cura, il materiale in sé non è nobile, ma è nobile il sudore di chi lavora in acciaieria, a condizioni davvero allucinanti, te lo posso dire perché ho lavorato a Cornigliano fino a febbraio scorso…


E i brani musicali?

Quelli vogliono trasmettere una suggestione, comunicare lo stato d’animo, l’atmosfera legati a quell’unico oggetto, originale per la forma ma anche per il momento emotivo in cui è uscito da una semplice sezione di tubo.


Bumaye vuol dire uccidilo e le forme di alcuni anelli, il richiamo alla boxe possono far pensare ad un messaggio non molto pacifico

Purtroppo questo è un equivoco che però vorremmo superare. Bumaye è l’urlo d’incitamento a Mohamed Alì durante l’incontro a Kinshasa dove Alì lottava per riconquistare il titolo mondiale. In quel caso l’avversario era solo il simbolo di un’ingiustizia subita e Alì l’emblema del desiderio di rivalsa per i molti che quotidianamente dovevano sopportare soprusi. Alì non diede l’ultimo pugno quando Foreman era già al tappeto, ma vinse comunque. Riuscì a trattenere la rabbia, a ottenere senza sopraffare. Lo spirito di Bumaye è questo, annientare l’avversario con la forza interiore, l’autocontrollo, la fermezza nel proprio agire.

Raccontami della collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali…
E’ stato a maggio. E’ stato un evento condotto in collaborazione con l’associazione Nuovi Nipoti di Hudson e lo spazio Passo blu. In quell’occasione abbiamo presentato la collezione Gasmask, la più legata ai temi della fabbrica e del cantiere, e la collezione Research. La lamiera che abbiamo inciso sul Pontone Maestrale l’abbiamo dedicata ad Albert Kolgjegja, vittima sul lavoro durante la costruzione del Museo del Mare.

L’ultimo lavoro è il portone in ferro del locale- spazio d’arte 74 art system, può essere un nuovo orizzonte creativo?
Non lo so, è stata una nuova occasione per esprimerci e per partecipare ad un circuito interessante, ma come ti ho già detto non so mai quale sarà il risultato, lascio alla vita la possibilità di sorprendermi.

link correlati
www.bumaye.it

daniela mangini


BUMAYE metalli modificati e sculture portatili
Giuseppe Caroleo e Livia Lanzone
Genova, Via degli Embriaci, 2 tel. 010/2470278 – 340/3393814 349/6372913 mailto: info@bumaye.com  collaborazioni: Claudio Grimaldi- Fotografo Daniele Rossi – Web Worker Francesco Cassi -Logo Designer Igor Muroni -Grafico Lo Dev Alm- Musicista LucaSaini- VideoMaker Maria Civardi – Web Master esposizioni: novembre 2003 Galleria Passo Blu, Genova- dicembre 2003 DocksDora, Torino- aprile 2004 Smarth Fighting associazione culturale Leonardi Videa- maggio 2004 Pontone Maestrale, Calata Gadda Genova

[exibart]

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