Cos’è Bumaye?
Bumaye è un progetto che oggi coinvolge più persone. L’embrione è rappresentato da un bullone capitatomi nelle mani mentre lavoravo su una nave lontano da casa e che ho iniziato a scavare e scolpire per allentare la tensione, mi sono ritrovato tra le mani qualcosa di simile ad un anello, e lì ho capito che attraverso la manualità potevo incanalare le mie emozioni e trasformare un qualunque pezzo di ferro in qualcosa di unico.
E’ stata la prima scultura portatile?
Si può dire di sì, anche se l’esperienza e la maggiore consapevolezza ci ha portato oggi ad oggetti più particolari, ma che comunque nascono dall’acciaio quasi spontaneamente, non sappiamo mai quale sarà il risultato: ogni piccola scultura non è ripetibile…
Ognuna di loro è venduta in una scatoletta con un kit di manutenzione dove è evidenziato il numero, il peso, un brano musicale, che significa?
Innanzitutto è un invito a prendersene cura, il materiale in sé non è nobile, ma è nobile il sudore di chi lavora in acciaieria, a condizioni davvero allucinanti, te lo posso dire perché ho lavorato a Cornigliano fino a febbraio scorso…
E i brani musicali?
Quelli vogliono trasmettere una suggestione, comunicare lo stato d’animo, l’atmosfera legati a quell’unico oggetto, originale per la forma ma anche per il momento emotivo in cui è uscito da una semplice sezione di tubo.
Bumaye vuol dire uccidilo e le forme di alcuni anelli, il richiamo alla boxe possono far pensare ad un messaggio non molto pacifico
Purtroppo questo è un equivoco che però vorremmo superare. Bumaye è l’urlo d’incitamento a Mohamed Alì durante l’incontro a Kinshasa dove Alì lottava per riconquistare il titolo mondiale. In quel caso l’avversario era solo il simbolo di un’ingiustizia subita e Alì l’emblema del desiderio di rivalsa per i molti che quotidianamente dovevano sopportare soprusi. Alì non diede l’ultimo pugno quando Foreman era già al tappeto, ma vinse comunque. Riuscì a trattenere la rabbia, a ottenere senza sopraffare. Lo spirito di Bumaye è questo, annientare l’avversario con la forza interiore, l’autocontrollo, la fermezza nel proprio agire.
Raccontami della collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali…
E’ stato a maggio. E’ stato un evento condotto in collaborazione con l’associazione Nuovi Nipoti di Hudson e lo spazio Passo blu. In quell’occasione abbiamo presentato la collezione Gasmask, la più legata ai temi della fabbrica e del cantiere, e la collezione Research. La lamiera che abbiamo inciso sul Pontone Maestrale l’abbiamo dedicata ad Albert Kolgjegja, vittima sul lavoro durante la costruzione del Museo del Mare.
L’ultimo lavoro è il portone in ferro del locale- spazio d’arte 74 art system, può essere un nuovo orizzonte creativo?
Non lo so, è stata una nuova occasione per esprimerci e per partecipare ad un circuito interessante, ma come ti ho già detto non so mai quale sarà il risultato, lascio alla vita la possibilità di sorprendermi.
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www.bumaye.it
daniela mangini
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