Categorie: Design

design_mostre | Why design now | New York, National Design Museum

di - 16 Settembre 2010
Il National Design Museum non smentisce, ancora una volta,
l’equilibrio collaudato del proprio punto di vista sulla disciplina: depurata
di ogni personalismo, lontana da una ricerca formale pretestuosa e
sensazionalistica, al contrario animata dalla consapevolezza di rappresentare
uno strumento privilegiato – quanto mai necessario – di innovazione tecnologica
e sociale.

Un approccio da problem-solving, non scontato in tempi in cui
l’obsolescenza programmata del design sembra aspirare a ritmi e modalità di
consumo da fashion system. Ma, nella sua solida visione, Why Design Now? appare soprattutto agli occhi del
visitatore europeo come un concentrato di esperienza americana: c’è il
pragmatismo che privilegia la funzione e il mercato, c’è il nesso
imprescindibile con la scienza, c’è quell’idea del “keep it simple” che si fa antidoto a una
fruizione elitaria e che ambisce a tradursi in linguaggio di massa, a vantaggio
del benessere allargato della comunità.

L’esposizione – curata da Ellen Lupton con Matilda McQuaid,
Cara McCarthy e Cynthia Smith – articola il proprio showcase intorno ai temi di
Energia, Mobilità, Comunità, Materiali, Prosperità, Salute, Comunicazione e
Semplicità, senza soluzione di continuità tra successi planetari e prototipi di
giovani laureati. Capita così che prodotti già conclamati – si pensi a Twitter,
all’iPhone o a Kindle – possano coesistere nella stessa sezione con un orologio
biologico artificiale (Artificial Biological Clock di Revital Cohen), progettato per informare le
donne sull’opportunità, sociale prima che fisica, di programmare la propria
maternità.

O che oggetti ipertecnologici, come automobili ibride (Idea
plug-in hybrid electric fleet vehicle
di David Busch e Rollin Nothwehr) e cargo a zero emissioni (E/S Orcelle di Wallenius Wilhelmsen
Logistics
)
convivano con artefatti volutamente low-cost e low-tech, come nel caso del Samarth
bicycle trailer

(di Radhika Bhalla),
un carrello multifunzionale per biciclette pensato per facilitare la vita di
chi compie quotidianamente chilometri per l’approvvigionamento di acqua o legna
da ardere.

Trasversale, e inevitabile, l’attenzione verso la sostenibilità
ambientale, che ricorre oltre che nella sezione Energia anche in quella
relativa ai Materiali (tra cui VerTerra, piatti biodegradabili ricavati dalle foglie di
palma), alla Salute (Solvatten, il purificatore per acqua alimentato con il solare, di Petra
Wadström
), e alla
Comunità, ad esempio con H2Otel (di Thomas Rau), hotel olandese che supplisce al proprio fabbisogno
energetico sfruttando potenzialità e applicazioni dell’acqua.

Progetti, questi ultimi, destinati in buona misura a
essere soppiantati nel 2013, quando la prossima triennale del Cooper Hewitt non
mancherà di presentarci artefatti di “buona volontà” aggiornati a una release
successiva.
Testimoniando, nuovamente, un approccio quanto mai pragmatico: che rinuncia al
cliché della “timeless elegance”, stando alle parole di Ellen Lupton nella prefazione al
catalogo della mostra, a favore di una più ragionevole “relative durability” orchestrata nello spazio del
presente e del futuro prossimo.

giulia zappa

la rubrica design è diretta da valia barriello


dal 14 maggio 2010 al 9 gennaio 2011

National Design Triennal 2010 – Why Design Now?

a cura di Ellen Lupton

Cooper Hewitt National Design Museum

2 East 91st Street – 10128 New York

Orario: da lunedì a venerdì ore 10-17; sabato ore
10-18; domenica ore 11-18

Catalogo disponibile

Info: www.cooperhewitt.org

[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

Sotheby’s mette all’asta l’Ecce Homo di Antonello da Messina

L’abbiamo visto esposto a Milano nel 2019, a Palazzo Reale, nella grande mostra dedicata al pittore siciliano. A febbraio andrà…

9 Gennaio 2026 8:00
  • Mostre

Carlo Maratti: un raro esempio di mostra sulla sua opera incisoria in Ancona

Fino al prossimo 15 marzo la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona ospita la mostra “Carlo Maratti e l’incisione”, che si…

9 Gennaio 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Cinque cose da sapere su Alexander Calder, aspettando la mostra a Parigi

La Fondation Louis Vuitton di Parigi dedicherà una grande mostra ad Alexander Calder: cinque cose da sapere sull’artista-ingegnere che ha…

8 Gennaio 2026 18:41
  • Mostre

Anche la Belle Époque aveva le sue ombre. Una mostra lo racconta

La mostra Belle Époque, ospitata a Palazzo Blu di Pisa fino al 7 aprile 2026, vuole ribaltare il cliché di…

8 Gennaio 2026 17:53
  • Fotografia

Roma apre il suo primo Centro della Fotografia al Mattatoio di Testaccio

Al Mattatoio di Testaccio nasce il Centro della Fotografia di Roma Capitale: si parte con le mostre di Irving Penn…

8 Gennaio 2026 17:31
  • Bandi e concorsi

Da Venezia all’Europa tre open call tra arte, poesia e tecnologia

Una residenza a Venezia con Spazio Berlendis, un laboratorio sulla poesia alla Fondazione Ratti di Como, un premio europeo all’intersezione…

8 Gennaio 2026 15:10