Categorie: Design

design_musei | Walk in progress | Firenze, Museo Salvatore Ferragamo

di - 19 Gennaio 2004

La scarpa è diventata nei secoli un accessorio per donne e uomini à la page ed oggi che il design circonda la nostra vita, perché non partire “dal basso”? In fondo per la comodità non si possono tralasciare estetica e materiali. E questo la casa di moda Ferragamo lo sa bene. Da quando il capostipite dell’azienda, Salvatore, creava calzature per le star di Hollywood sono trascorsi molti anni, ma la griffe da allora non ha mai smesso di curare le rifiniture e le linee eleganti delle sue scarpe.
La filosofia della maison Ferragamo unisce stile e classe allo studio dei materiali. Perché una calzatura vada in produzione trascorrono circa cinquanta giorni per il design, i calcoli dell’altezza del tacco in rapporto al modello e al materiale scelto e poi altri dieci per “la modelleria, il taglio della pelle, il montaggio delle scarpe e l’aggiunteria” cinque dei quali servono per tenere la scarpa in forma. Grande lavoro per grandi risultati. Le aziende calzaturiere più importanti sono coadiuvate nel loro lavoro da abili ingegneri oltre che da designer specializzati. Ma perché una scarpa sia considerata alla moda basta guardare i tacchi e le punte. Tacchi a rocchetto, a spillo, grandi e tondi o larghi e piatti, e poi ancora bassi e a spillo, insomma una varietà infinita a prova di caviglie.
Da poco si possono osservare gli esemplari storici delle calzature Ferragamo in un Museo che le contiene e le espone quasi fossero, ma forse lo sono, delle vere e proprie opere d’arte. Questo regno delle donne è a Firenze in via Tornabuoni nel Palazzo Spini Feroni costruito per volontà del banchiere Geri Spini nel 1289 e acquistato dalla famiglia Feroni nel 1600. Dal 1846 è di proprietà del Comune di Firenze.
Le sale del Palazzo ospitano 10000 modelli di calzature dal 1927 al 1960. Si tratta del Museo calzaturiero più importante d’Italia. Ma nelle teche non ci sono solo scarpe. Filmati, fotografie, abiti e accessori degli anni Cinquanta, alcuni dei quali appartenuti alle dive del momento, fungono da cornice per le straordinarie chaussures della casa di moda.
Il design Ferragamo è conosciuto dalle donne borghesi di tutto il mondo. Solo poche settimane fa si è conclusa a Londra nei magazzini Harrods il Salvatore Ferragamo Vintage Shoes , una mostra delle calzature più significative della storica maison fiorentina. A farla da padrone sono i materiali, il disegno e il colore delle creazioni Ferragamo. Curatrice della mostra londinese è stata la stessa direttrice del Museo, Stefania Ricci. In esposizione c’erano anche 21 pezzi della collezione italiana. Una linea continua fra passato presente e futuro, fra riedizioni storiche e riproposizioni di modelli e tessuti, fa sì che la griffe tutta italiana sia oggi più che mai in progress.
Come dimenticare le ballerine realizzate per la mitica Audrey Hepburn nel 1954 e riprodotte nel 2002 con il nome di Marajà ma con materiali e colori diversi, oppure il sandalo invisibile con tomaia rossa in nylon, l’antesignano del sandalo Galilea con tomaia in pvc e zeppa madreperlata per la collezione autunno-inverno 2003-2004 e ancora la décolleté calzata Marilyn Monroe in coccodrillo marrone nel lontano 1958 o il modello del 1938 con zeppa multicolore tanto amato da Judy Garland. Sicuramente uno dei modelli più preziosi resta la décolleté con tacco a spillo rosso rivestite in Swarowsky prodotte per Marylin Monroe e riacquistate dall’azienda Ferragamo nel 1999 a New York in un’asta degli abiti e accessori appartenuti alla diva di Hollywood.

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rosita fanelli
museo visitato il 12 dicembre 2003


Il museo, sito a Firenze in Via dei Tornabuoni 2 è aperto al pubblico il lunedì, mercoledì, venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Per prenotazioni della visita rivolgersi al seguente numero di tel. 055-3360456 o 406

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