Giancarlo Piretti
Entra in lutto, dopo il mondo della moda, anche quello del design, con la scomparsa, avvenuta ieri, di uno dei suoi protagonisti più influenti: quella del designer bolognese Giancarlo Piretti, noto, tra le altre cose, per essere la mente creativa dietro la famosissima sedia pieghevole Plia. La Plia ha infatti costituito nel tempo una vera e propria icona del design moderno ed è oggi parte della collezione permanente del Museum of Modern Art (MoMA) di New York.
Piretti nasce a Bologna nel 1940 e si forma all’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti, in un contesto culturale che vede il design italiano dialogare strettamente con arte, architettura e progettazione industriale. Dopo questi primi studi, il giovane designer inizia una fruttuosa collaborazione con l’azienda Anonima Castelli, con cui più tardi svilupperà alcuni dei progetti più innovativi della sua carriera.
Tra questi c’è sicuramente la già nominata Plia, progettata nel 1967 e messa in produzione dal 1969: una sintesi esemplare di funzione, forma e ingegneria che gli è valso uno spazio nell’olimpo dei seigner. Si tratta, in particolare, di una sedia pieghevole realizzata in acciaio e plastica trasparente, capace di coniugare leggerezza visiva, praticità e un’estetica radicalmente moderna.
Il suo successo è immediato e duraturo: sono milioni gli esemplari venduti in tutto il mondo e la sedia viene consacrata ad icona del design con il suo ingresso nella collezione permanente del MoMA. Qui essa viene riconosciuta come esempio paradigmatico di design democratico, pensato per la produzione di massa ma dotato anche di un alto valore culturale.
Oltre alla Plia, Giancarlo Piretti ha però firmato numerosi altri progetti per sedute, sistemi modulari e arredi per spazi pubblici e privati, distinguendosi per il suo approccio basato sulla chiarezza strutturale, sull’essenzialità e sull’attenzione alla quotidiniatà. La presenza della sua opera nei musei, a partire dal MoMA, continua inoltre a testimoniare una visione del design inteso come linguaggio culturale, capace di attraversare i decenni senza perdere forza né attualità.
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