Categorie: Design

Giancarlo Iliprandi, un secolo di segni: il maestro del design in mostra a Milano

di - 25 Luglio 2025

Nel museo milanese dedicato ai vincitori del Compasso d’Oro viene celebrato, a cent’anni dalla nascita, Giancarlo Iliprandi, figura chiave del design italiano e presidente dell’associazione dal 1998 al 2001. La mostra, visitabile fino al 28 settembre all’ADI Design Museum di Milano, è curata da Monica Fumagalli Iliprandi e Giovanni Baule, con un eclettico allestimento firmato Lissoni & Partners.

DESIGN PER COMUNICARE_GIANCARLO ILIPRANDI. Courtesy of ADI Design Museum, ph Denise Manzi

Iliprandi, con il suo approccio sperimentale e interdisciplinare, dimostra ancora oggi una sorprendente attualità: fotografia, grafica e illustrazione si fondono in un percorso fluido e innovativo, frutto di oltre cinquant’anni di attività. Dai primi lavori all’editoria, dalla pubblicità alla grande distribuzione, Iliprandi ha attraversato generi e ambiti con uno spirito militante, capace di leggere e interpretare i mutamenti della società.

Gli esordi di Giancarlo Iliprandi

Protagonista di una generazione immersa nel “secolo breve”, Iliprandi ha vissuto in prima persona le trasformazioni della seconda metà del Novecento. Diplomatosi all’Accademia di Brera nel 1949, apre nel 1952 uno studio fotografico con Aldo Ballo e Marirosa Toscani Ballo, gettando le basi di un linguaggio visivo personale. I numerosi viaggi in Europa — e, tra i primi italiani, nei deserti africani — gli consentono di confrontarsi con stimoli culturali che superano i confini ancora provinciali del Paese.

Design per comunicare, Giancarlo Iliprandi, 2011, Basta

Nella sua opera convivono l’eredità della scuola di Ulm di Maldonado, suggestioni bauhausiane e una vocazione alla contemporaneità. Inserito nel cuore del dibattito culturale, Iliprandi sviluppa un segno ricco di rimandi e significati, sempre in anticipo sui tempi. La mostra ripercorre questa sua filosofia eclettica: sapeva scrivere, disegnare, progettare, con rigore e, al tempo stesso, grande apertura sperimentale. Centrale, nel suo percorso, l’interesse per la semiotica, affinato grazie al sodalizio con l’amico Umberto Eco. Bozzetti, progetti, pagine di diario e materiali d’archivio offrono uno sguardo approfondito sulle sue molteplici sfaccettature.

DESIGN PER COMUNICARE, GIANCARLO ILIPRANDI 1964, RAI, Castiglioni, Huber, murales

Una visione totale del progetto

La Rinascente, Standard, Croff, Grancasa per la grande distribuzione; Interni, Abitare, Rivista Rai, Dischi del Sole per l’editoria; Nebiolo e Honeywell tra le committenze industriali: la mostra racconta come Iliprandi abbia costruito una comunicazione visiva capace di integrare forma, funzione e messaggio. Il percorso espositivo, articolato in isole tematiche, mostra come pittura, scenografia, fotografia e architettura confluiscano in un linguaggio in cui grafica e design si intrecciano in modo organico. Per Iliprandi, l’oggetto comunica se stesso attraverso il processo progettuale: una sezione è dedicata ai disegni a mano, tra moda, sport e teatro, rivelando un alfabeto visivo unico, alimentato da una vasta cultura figurativa.

DESIGN PER COMUNICARE_GIANCARLO ILIPRANDI. Courtesy of ADI Design Museum, ph Denise Manzi

Non manca lo spazio per la comunicazione pubblica e istituzionale: manifesti e campagne come Basta e Mitagogia testimoniano un uso provocatorio e libero del linguaggio visivo. Oltre a essere un prolifico progettista, Iliprandi fu anche docente nelle principali scuole e università italiane del settore.

Come ricorda Luciano Galimberti, Presidente dell’ADI Design Museum: «Giancarlo ha incarnato un’idea di comunicazione visiva che va oltre il tratto grafico, fondendo immagine e pensiero critico. Il suo sguardo curioso e sperimentale continua a ispirare nuove generazioni di progettisti, ricordandoci che comunicare il design significa innanzitutto interpretare il mondo». Documenti, materiali d’archivio e opere originali invitano a riscoprire Iliprandi come uno dei grandi interpreti della comunicazione visiva italiana, capace di restituirle una dimensione culturale, viva e integrata nel progetto.

Visualizza commenti

  • Buongiorno
    innanzitutto grazie per l'articolo.
    Mi permetto di correggere alcune imprecisioni.
    Giancarlo si è diplomato a Brera, in pittura nel '49 e in scenografia nel '53.
    Nel '53 apre il primo studio (non di fotografia) con alcuni colleghi scenografi e all'interno di questo ospitano gli inizi di Aldo e Marirosa.

    Ringraziando per l'attenzione
    cordialmente

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