Categorie: Design

A Roma si racconta una fiaba attraverso una mostra collettiva di design

di - 26 Dicembre 2024

Domani è un altro giorno è il nuovo e ultimo capitolo della narrazione tutta al femminile che ha preso vita poco più di un anno fa nel centro culturale Spazio Giallo. Il luogo, situato all’interno di un’ex chiesa sconsacrata in Piazza de’ Ricci, diventa teatro di un incontro inedito tra arte e design, portando alla luce una narrazione visiva che si sviluppa attraverso la commistione di differenti linguaggi, creando un ambiente in cui passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità. Dopo il passaggio di Sharazade con Sara Ricciardi e della bambina fittizia di Cresci piccola cresci libera, Spazio Giallo ospita una nuova eccentrica “coinquilina”, fino ad aprile 2025. Protagonista del racconto è una giovane donna, la quale estetica e storia personale si ispirano all’universo fatto di colori pastello e sensualità sussurrate di Marie Antoinette, così come viene interpretata della regista Sofia Coppola e a Rossella O’Hara di Gaialight, pragmatica protagonista del romanzo di culto di Margaret Mitchell del 1936, che l’artista romana fa rivivere nei nostri giorni attraverso i suoi fotomontaggi onirici e surreali. Sono proprio le parole di O’Hara ad ispirare il titolo della mostra, che con il suo spirito indomito incarna il desiderio di non arrendersi di fronte alle avversità, affrontando il futuro con fiducia, sentimento che diventa il cuore pulsante di questa nuova esposizione.

ph. Simon D’Exea

Nella mostra si intrecciano più voci artistiche, non solo in relazione a tematiche di indagine, ma anche attraverso l’utilizzo di diversi mezzi espressivi, a testimonianza dell’approccio inclusivo e aperto che Carolina Levi, ideatrice dello spazio, ha sempre riservato nei confronti dell’arte contemporanea. Da Spazio Giallo non esistono artisti o designer, ma creativi che vogliono raccontare storie. La polifonia concettuale è affidata a una varietà di voci artistiche che si esprimono attraverso opere di grande impatto. Tra queste, spiccano le tapestries anarchiche e punk di Caterina Frongia e Scenario, wall divider progettato da Millim Studio. Ogni singolo pezzo che compone l’allestimento è stato concepito appositamente per raccontare la storia di questa giovane protagonista instaurando un forte dialogo tra passato e presente, in cui i riferimenti storici e letterari sono il terreno fertile su cui germinano le riflessioni di ogni artista.

ph. Simon D’Exea

Per la prima volta, in occasione di Domani è un altro giorno, è stata coinvolta una curatrice esterna, Ilaria Gianni, che ha lavorato fianco a fianco con gli artisti per seguire l’evoluzione delle loro opere. In particolare, Gianni ha seguito i lavori di quattro degli artisti in mostra, tra cui Flaminia Veronesi e Anastasiya Parvanova. Quest’ultima, ha portato in mostra Back to Earth, una scarpetta femminile che diventa simbolo di trasformazione dell’identità, in un gioco di metamorfosi che richiama alla mente le dinamiche del cambiamento e della crescita.

ph. Simon D’Exea

Le opere esposte sono un invito a riflettere su tematiche complesse come l’identità, il cambiamento, e l’evoluzione personale, e si inseriscono in una narrazione che va oltre il tempo e lo spazio, creando una realtà altra, dove le linee temporali si sovrappongono e si intrecciano, sfidando la percezione della nostra quotidianità. Lo spazio espositivo stesso diventa un luogo fluido, dove il confine tra realtà e fantasia si dissolve, in uno spazio che può essere vissuto da chiunque, dai bambini agli adulti, dai 0 ai 99 anni. Domani è un altro giorno non è solo un’installazione artistica, ma sconfina nell’esperienza sensoriale, un incontro tra l’arte contemporanea e la storia, dove ogni elemento contribuisce a costruire una narrazione che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità. In un mondo che cambia rapidamente, la mostra ci invita a fermarci, a riflettere e a credere che, nonostante tutto, domani è sempre un altro giorno, pronto a raccontare una nuova storia.

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