L’occasione era unica. Tutte i responsabili delle maggiori sezioni didattiche dei musei italiani e dei musei per bambini riuniti nel primo convegno nazionale sulla didattica museale. L’incontro è caduto ad hoc, in un momento in cui sia la scuola che le famiglie richiedono sempre più un coinvolgimento attivo dei bambini nella fruizione del patrimonio culturale e i musei per bambini iniziano a nascere anche in Italia sulla scia dei Children’s Museums americani.
La varietà dei relatori e degli interventi è risultata accomunata da alcune strategie pedagogiche ricorrenti (il sapere passa attraverso il fare), ma è anche spesso caduta in un elenco di spot autopromozionali, che non hanno contribuito al dibattito in corso.
Indiscutibilmente quello che emerge è la percezione comune di un museo che si sta trasformando: da luogo chiuso a luogo-casa, in cui si entra non solo per guardare oggetti ma per vivere esperienze. Il museo sembra sempre più proporsi secondo il
Tra gli interventi più sollecitanti, quello di Carlo Tamanini del MART, secondo il quale il museo è un’officina in cui è possibile conoscere per confrontarsi e crescere come nell’arte della maieutica. Per questo lui ed i suoi collaboratori si autodefiniscono futuristi, in quanto uniti dall’obiettivo comune di portare la vita nell’arte.
La seconda sessione, dedicata interamente, ai Children’s Museums si è aperta con l’esperienza forse più estrema e non priva di perplessità: il museo dei bambini Explora di Roma. Ilaria Catanorchi ha definito Explora come una piccola città a misura di bambino in cui gli adulti possono entrare solo se accompagnati da un bambino. Un luogo in cui vengono suggerite e mai imposte esperienze stimolanti non solo per far
Massimo Marcolin, rappresentante del Museo dei Ragazzi di Firenze, ha invece insistito sulla funzione del bene culturale, e sulla necessità che questo parli sia alla mente che al cuore e riesca a meravigliare, in un’ottica di partecipazione attiva, i bambini.
L’ultimo e più interessante intervento della mattinata è stato quello di Sabina Cantarelli del MUBA, Museo dei bambini di Milano, che ha preferito dare spiegazioni sul ruolo dei musei dei bambini nei confronti delle realtà museale nazionale, invece che circoscrivere il discorso alla propria realtà, introducendo così il pubblico presente al successivo appuntamento: la conferenza europea Creativity organizzata dalla rete europea dei Children’s MuseumsHands on Europe, che si terrà per la prima volta in Italia, dal 22 al 25 ottobre 2003.
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www.hands-on-europe.net
marta bucella e silvia ghezzi
I materiali sono parte del mio pensiero.
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concordo con quanto ben espresso nell'articolo nel considerare il LuogoMuseo come un'Officina dove ci si scambiano i saperi.In pratica un Luogo di interazione cerebrale aperto a tutti i livelli di conoscenza e apprendimento.
Molto bella l'idea di dedicare un museo ai bambini dove gli adulti sono gli ospiti e i bambini, fabbricatori di sogni e con la fantasia che galoppa, sono i loro accompagnatori..
ciao ciao
un "adultobimbo"