Categorie: didattica

didattica_interviste | Dipartimendo educativo Fondazione Sandretto

di - 16 Ottobre 2006

Da quali esperienze e con quali obiettivi nasce il dipartimento educativo della Fondazione Sandretto?
Le attività educative legate al programma espositivo iniziano nel 1997, con iniziative dedicate alle scuole di Guarene d’Alba, dove la Fondazione ha avuto la sua prima sede, e della provincia di Cuneo, sotto la direzione di Mauro Biffaro. Il Dipartimento Educativo si sviluppa in modo consistente nel 2002, con l’inaugurazione della sede di Torino. L’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico giovane all’arte contemporanea, rendendola accessibile e fornendo gli strumenti per la comprensione e la fruizione delle opere.

Esiste un legame tra la natura e la storia della ricca collezione e la metodologia didattica? Oppure puntate di più sugli eventi?
La collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è data in comodato alla Fondazione omonima. Comprende opere di artisti come Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Shirin Neshat e Vanessa Beecroft. Una parte di essa è stata esposta in occasione del decennale della Fondazione, nel 2005, ma non è permanente. Per questo le attività educative non si basano direttamente sugli spunti e suggestioni della collezione, ma piuttosto su quelli delle mostre temporanee. Sostanzialmente l’approccio non cambia, il lavoro parte sempre dall’opera, dal contesto e dall’analisi delle dinamiche che caratterizzano l’arte contemporanea in termini di ricerca, sperimentazione e pensiero.

Qual è l’indirizzo metodologico prescelto?
La scelta metodologica è quella di partire sempre e comunque dall’opera, dagli elementi che fondano e caratterizzano il lavoro e i percorsi degli artisti (spazio, forma, concetto, contesto). Partendo dal riconoscimento di tali elementi, le attività educative si sviluppano nella pratica del laboratorio. Il laboratorio come situazione ideale per l’apprendimento, la ricezione e l’elaborazione della cultura visiva contemporanea, è una scelta pedagogica fondamentale. È un luogo fisico, ma prima di tutto un contesto didattico ideale, che permette di condividere l’esperienza artistica attraverso percorsi appositamente studiati per le diverse età dei partecipanti. Il fine è quello di fornire gli strumenti necessari per un’autonomia nella fruizione e nella rielaborazione.

Cos’hai portato in Fondazione della tua pluriennale esperienza alla GAM di Bologna?
Il ricco bagaglio di esperienze maturato al Dipartimento Educativo della GAM di Bologna si è inserito in un contesto ricco di stimoli e complessità come quello torinese, dove un’intera rete di realtà museali si occupa di cultura contemporanea, e si è confrontato con la storia e l’esperienza del Dipartimento Educativo della Fondazione. Le scelte metodologiche fondamentali quali la centralità dell’opera, il dialogo tra l’arte e la quotidianità nell’esperienza educativa e la pratica laboratoriale rimangono invariate, mentre si modificano strategie e contenuti che di volta in volta aderiscano a un nuovo contesto.

Anticipazioni sulle proposte per l’anno scolastico appena partito?
Il Dipartimento Educativo ha intenzione di incrementare il lavoro con gli istituti superiori, attraverso cicli di incontri di avvicinamento all’arte contemporanea. Il lavoro con i licei e gli istituti superiori è fondamentale, ed è riconosciuto anche dal Ministero della Pubblica Istruzione, con il quale la Fondazione ha istituito una convenzione che ci permette di rilasciare dei crediti formativi. Parteciperemo inoltre al progetto Diderot, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, con un’iniziativa chiamata Spazio all’Arte, rivolta alle scuole primarie di Piemonte e Valle d’Aosta. Il progetto affronta il tema dello spazio espositivo che si modifica in funzione ad esempio dei progetti degli artisti e delle scelte curatoriali. L’idea è quella di tradurre queste strategie espositive a scuola e, successivamente, ospitarne i risultati in Fondazione nell’ambito di una mostra fotografica.

Una novità importante è che la nuova sede espositiva della Fondazione, Villa Remmert a Cirié, sarà dedicata alla divulgazione dell’arte contemporanea e alle attività educative e di formazione, che coinvolgeranno le scuole e il pubblico adulto della città.

Come si inserisce la vostra offerta nel ricco e vivace panorama torinese? Sono previsti progetti speciali o collaborazioni con altre realtà museali?
Il territorio di Torino è straordinariamente ricco dal punto di vista delle istituzioni e dell’attenzione nei confronti dell’arte contemporanea e più in generale dell’educazione museale. Da anni collaboriamo con l’ufficio Città di Torino, su diversi progetti tra cui Torino e la sua cultura e Risorse in Città. Esiste poi il progetto Museums Tell Many Stories che nasce con l’intento di sviluppare le competenze e per sostenere l’apprendimento interculturale tramite l’elaborazione e lo sviluppo di metodologie con cui si possano interpretare e rendere accessibili al pubblico le collezioni e gli oggetti appartenenti ad altre culture.

Inoltre abbiamo collaborato anche con Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, con il progetto di formazione per insegnanti La Regal Torino elaborato dal nostro Dipartimento insieme con quello della Fondazione Merz, entrambe operanti nell’ambito dell’arte contemporanea, nel quartiere torinese di Borgo San Paolo.

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Il Portale MuseiScuola del comune di Torino

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DIPARTIMENTO EDUCATIVO FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO: via Modane 16, 10100 Torino, bus n.58. sito web www.fondsrr.org – Progetti per scuole dell’Infanzia, Primarie e Medie Inferiori a cura di Elena Stradiotto. Per informazioni e prenotazioni Francesca Togni , Referente scuole: tel. 011-3797931 fax 011.3797601 email: dip.educativo@fondsrr.org

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