Dieci anni di lavoro continuativo con pubbliche amministrazioni – prima solo il Comune di Pesaro, poi molte altre della provincia – sono un bel traguardo. Una sfida, ma anche un importante “precedente”…
Questo è un augurio, e lo accetto volentieri. È chiaro che, quando l’idea di fondo è attivare un processo di educazione all’arte contemporanea, i confini non esistono.
Quali sono le difficoltà ma anche le sollecitazioni nel lavorare fuori da un luogo istituzionale? Insomma, è possibile fare didattica dell’arte contemporanea non solo fuori, ma addirittura senza un museo?
Spero che il nostro sia un esempio che risponde positivamente a questa domanda. È chiaro che le difficoltà sono tante, perché noi non lavoriamo su opere e mostre proposte dal museo, ma su cosa noi stessi scegliamo e installiamo. Quindi ogni anno abbiamo creato un evento e un percorso di didattica e l’evento è sempre stato aperto, anche solo in fase finale, alla città, soprattutto l’incontro con l’artista. A Pesaro ci vantiamo di aver portato nomi del calibro di Anne e Patrick Poirier, Michelangelo Pistoletto, Emilio Isgrò e quest’anno, per il decennale, il marchigiano Enzo Cucchi.
Negli anni il progetto è cresciuto, anzi germogliato, dando vita a un’associazione di operatrici (etrA), tessendo rapporti con le principali realtà museali italiane (Edu©arte), gestendo un luogo (Spazio Leda), fino a istituire un biennio specialistico presso l’Aba di Urbino (did’A). C’è spazio per ulteriori progetti?
I progetti futuri riguardano prima di tutto il potenziamento di quanto già istituito: è tutto accaduto da così poco tempo che abbiamo bisogno di consolidare. Lo Spazio Leda sta pian piano diventando un riferimento per la città, e il biennio – il primo nato in collaborazione con un museo (il Castello di Rivoli) – speriamo sia il luogo di formazione di tanti bravi operatori che possano inserirsi nei musei e nelle istituzioni, anche regionali. Sottraendo l’ambito della didattica a quei residui atteggiamenti non professionali, di personale riciclato da altri ambiti e senza preparazione (e sottopagato) che permette ancora si dica che la didattica è “quella roba per bambini”.
articoli correlati
Pesaro, Cucchi incontra gli studenti per il decennale de l’ARCo
Inaugura lo Spazio Leda
Pistoletto a Pesaro con il suo Terzo Paradiso
Finalmente la didattica museale ha il suo primo Manifesto
a cura di manuela catalano
la rubrica didattica è diretta da annalisa trasatti
[exibart]
A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…
In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…
L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…
Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…
La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…
A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…